Perversione digitale Social: quelli che vogliono essere guardati

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Con l’avvento dei “social” si sono invertiti i ruoli di coloro che guardavano dal buco della serratura e gli spiati che non sapevano, o quasi, di essere sbirciati furtivamente.
La rete, tra i tanti cambiamenti che ha portato nella nostra vita, ha cambiato radicalmente i nostri comportamenti.

Uno su tutti è quello dell’uomo o della donna osservati dalla fessura che ormai non badano più di chiudere la porta per difendere la propria riservatezza, ma addirittura la spalanca…anzi, la toglie proprio! Tutto ciò mentre i burloni che spiavano, approfittando della finestra socchiusa, sono presi in contropiede e non prestano più attenzione al quel buco un tempo intrigante. Quelli che una volta scrutavano di nascosto, a sorpresa, hanno deciso di essere guardati. Voyeuristi del XXI secolo, si direbbe…

Insomma, i guardoni sono rimasti letteralmente spiazzati, e anche un po’ delusi dalla scelta di quelle stesse persone che una volta spiavano di nascosto e che ora si lasciano spudoratamente guardare. Un tempo, spiare un seno o un gluteo sporgente dalla mutandina di pizzo era decisamente una roba molto più intrigante.

Le vittime di una volta oggi sono amici su facebook dei “Pacciani boys” e, più o meno scientemente, li provocano o quanto meno solleticano le loro perversioni, pubblicando foto in pose sexy, in bikini succinti su spiagge tropicali e ostentano tutto delle loro abitudini: frequentazioni, luoghi e ristoranti abituali, abitudini quotidiane. Per non parlare dei filmati, poi… si improvvisano tutti dei novelli Godard incompresi.


Merito indiscusso della rete è di aver fatto cadere ogni velo, avendo permesso ad ognuno di mostrare al mondo ciò che è ciò che gli piace: hobby, idee politiche, tendenze sessuali, gusti, arti amatorie, luoghi preferiti e vacanze. Ciascuno può mostrarsi al mondo in tutte le sue nudità e liberarsi da quelle censure e tabù percepiti come gabbie del bigottismo che fino a pochi decenni fa condizionavano la vita di molti e molte.

Un colpo duro per i voyeur abituati a guardare dal buco della serratura, insomma. Non solo non hanno più bisogno di sbirciare, ma ritengono non ci sia più gusto a guardare un seno, un culo, un decoltè di pizzo, un corpo in lingerie…perché tutto è così tremendamente sbattuto in faccia e sotto gli occhi di tutti!

Certo è che questi social hanno permesso alle persone di mettersi in piazza senza nascondere nulla di sé! Ma sarà davvero così? Oppure ciò che pubblicano corrisponde più al desiderio tacito di un modello del sé, di una rappresentazione di se stessi che ostentano…insomma di ciò che vorrebbero essere e non sono.
Altrimenti a cosa servirebbe tutto questo uso di Photoshop sui social?