• domenica , 19 novembre 2017

In Messico i cimiteri si vestono a festa

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Oggi in Messico è il giorno del “Dia de los muertos” (la festa dei defunti), che nel 2003 è stata proclamata dall’Unesco “Patrimonio culturale immateriale dell’Umanità”; dai piccoli centri alle metropoli, i cimiteri si vestono a festa e i viottoli delle necropoli si riempiono di carretti variopinti colmi di cibo, con tutto intorno un profumo delicato di fiori dai mille colori.

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Le persone quasi si accampano davanti alle tombe e festeggiano per ore insieme ai cari defunti, convinti che loro (gli estinti) siano felici di vederli sorridere uno accanto all’altro. In Messico la festività del 1° novembre è un po’ come da noi il Natale, dove l’atmosfera in quelle ore è intensa di gioia e di pace!

All’esterno, le strade si affollano di gente truccata che danza coinvolgendo i turisti incuriositi e incantati allo stesso tempo. Si racconta che durante quella notte incantata i messicani dimenticano i loro problemi terreni. I discendenti degli Aztechi dedicano ai morti un momento di magia che diventa un inno alla vita: perché sin dalla notte dei tempi la commemorazione è profondamente sentita al punto che nella tradizione è radicata la convinzione che i defunti torneranno sulla terra.

Infatti, gli altari ricoperti di piatti tradizionali sono per festeggiare in compagnia il momento del ricongiungimento terreno; in questa particolare occasione non c’è assolutamente tristezza, ma ironia e tanto, tanto divertimento; per questo nella notte tra il 31 ottobre e il primo novembre vediamo nelle strade messicane i bambini, i giovani e gli adulti truccati in viso che si mascherano come “calacas”, gli scheletri colorati che ballano festosamente.

Per meglio capire questa credenza della cultura indigena, peraltro una delle poche sopravvissute alla brutale colonizzazione spagnola, è sufficiente sapere che per il popolo messicano la morte è considerata un passaggio gioioso sul traghetto di Caronte (secondo le nostre credenze) illuminato e vestito a festa.

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