Mendicanti: una piaga, però dipende da che parte stai


Sempre più spesso sentiamo lamentele di cittadini per la continua richiesta di elemosina da parte di presunti mendicanti che, ben nutriti, zainetto in spalla e cellulare mentre telefonano, chiedono la carità. Nelle città è addirittura un calvario perché ne trovi uno ad ogni angolo di strada. Una piaga sociale che pensavamo relegata al Novecento.

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Ma a parte i sindaci che singolarmente possono applicare la legge dello Stato che vieta l’accattonaggio, l’invasione cambia colore della pelle, ma è la stessa dei disperati che negli anni Novanta e Duemila venivano a trovare rifugio in Italia dopo la Guerra dei Balcani: migranti fuggiti dai conflitti ieri e migranti economici oggi alla mercé dei trafficanti di organi e di schiavi.

Se le difficoltà di quegli anni vedevano le famiglie di quei Paesi martoriati affollare i barconi per superare le ottanta miglia marine e attraversare lo stretto di Otranto, ora gli attuali migranti economici di ultima generazione per la maggior parte arrivano dall’Africa. Viaggiano lungo le intemperie del deserto e dopo lunghi stazionamenti nei campi profughi (tanto per usare un eufemismo), questi uomini affollano i gommoni della morte per navigare tra i marosi del Mediterraneo nella speranza di essere salvati da altri uomini.

Fatto è che non riusciamo più ad andare al supermercato e al pronto soccorso, senza trovare questi giovani disgraziati che quasi ti rincorrono per chiedere i due euro del carrello della spesa.
Curioso è che dicono di avere fame, ma se li accompagni in una panetteria per soddisfare la loro richiesta ti mandano al Diavolo. Fenomeni che ci sono sempre stati ma la differenza tra ieri e oggi passa attraverso quella rete che drammatizza avvenimenti minori e tratta con noncuranza situazioni vergognose come quelle dei campi profughi libici e siriani dove l’Onu dovrebbe intervenire con forza.

Certo, i mendicanti ad ogni angolo sono una piaga è vero, ma dipende sempre da che parte stai: se dalla parte dei potenti o dei deboli, se sei ricco o se sei povero anche tu. E molto spesso, paradossalmente, chi è più povero è quello che più di tutti è dalla parte dei potenti. Mi piace ricordare quanto detto da Giulio Andreotti durante una visita in un campo profughi libanese: “se fossi rinchiuso qui dentro, diventerei un terrorista”. Dipende sempre dalla posizione che occupi, ma non dimentichiamoci che c’è sempre chi sta peggio di te.

Dipinto: Trento Longaretti (Il mendicante)