La scelta tra farci rapinare o cambiare



Dopo settantacinque anni di pace e prosperità i cittadini d’Europa sono difronte a un dilemma: se continuare o meno a farsi rapinare risparmi e lavoro, saccheggiare casa e smantellare diritti sociali ad opera di un “regime” liberale raeganiano, sostenitore che il benessere dei più poveri dipenda dalla crescita di ricchezza di coloro che sono già ricchi. È la teoria del “gocciolamento”, ovvero detta anche della “briciole”.

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Secondo il neoliberismo raeganiano la ricchezza va sì redistribuita, ma solo ai ricchi, perché questi, una volta raggiunta una ricchezza tale da non riuscire più a contenerla nelle loro mani, sarebbero portati a spanderla un po’ a caso anche ai meno ricchi. Appunto, un effetto gocciolamento che trasborderebbe dalle tasche dei super-ricchi che non riuscirebbero più a contenere per sé l’opulenza.

Un po’ come riempire la tasca di monetine; dopo una certa quantità la tasca non regge il peso di tanto metallo e si rompe, lasciando cadere qualche moneta qua e là (mentre intanto i verdoni, banconote con tanto di filigrana, sono ben ficcati nelle mutande dei paradisi fiscali di Panama o in Svizzera!).

L’alternativa a tutto questo oggi è assecondare le pulsioni popolari di ribellione contro questo nefasto meccanismo; dar forza a chi si erge a rappresentare gli interessi dei più poveri, degli indebitati e degli impoveriti; di chi in sostanza di questo meccanismo è stato vittima. Ci si illude di poter segnare una discontinuità, un cambiamento radicale, così da giungere finalmente a ripartire la ricchezza prodotta affinché non resti nelle mani dei pochissimi. A guardare la storia passata, il rischio è che si finisca per tagliare qualche centinaio di teste per poi lasciare che inesorabilmente tutto torni come prima.

L’incertezza oggi è d’obbligo, perché negli ultimissimi secoli abbiamo assistito ad una crescita costante del benessere (addirittura repentina nell’ultimo mezzo secolo), ma mai al processo contrario: ad un impoverimento che oggi sembra essere di massa. Ci riferiamo a quel ceto medio colto e benestante che ha visto perdere nell’ultimo quindicennio i diritti sociali acquisiti dalle generazioni precedenti, attraverso mille battaglie e sacrifici.

Oggi parte di quel ceto medio si ritrova nell’impossibilità di far continuare gli studi ai propri figli e con una casa in bilico; insomma, si ritrova priva di quel modesto benessere che portava a condurre una vita non ricca forse, ma sicura, quindi serena. Sicura perché i diritti fondamentali – a una casa, a un lavoro (quindi a un reddito), alla salute, all’istruzione – erano garantiti!

La voracità di una finanza banditesca ci ha tolto proprio queste sicurezze, cancellando così ogni fiducia nel futuro. Un piccolo drappello di super-ricchi si è indebitamente appropriato dei nostri risparmi mettendo a dura prova le nostre esistenze, dopo decenni di crescita ininterrotta e prosperità. Quanto accaduto non è stato un caso, un errore, ma una mattanza scientemente programmata dall’inizio di quel 2002, quando la moneta unica ha illuminato il cielo di fuochi artificiali, illudendoci che saremmo diventati tutti più benestanti. Molto fumo per nessun arrosto!

Il fatto che sancì definitivamente  l’arrembaggio dei nostri risparmi, della nostra casa e del nostro lavoro è stato quando nel novembre del 2014 si elesse il lussemburghese Jean-Claude Junker, capo di un piccolo stato rifugio di banche, multinazionali e finanzieri “evasori” che, attraverso una serie di scatole cinesi, fanno transitare i SWIFT (pagamenti e trasferimenti internazionali) nel “Paese-bonsai”, Bengodi dei lupi della wall street europea.

Torniamo per un attimo alla scelta che ponevano all’inizio: quella tra farci rapinare o cambiare. Ecco, ho il timore che tale scelta non sia più tale, ma ormai lasciata agli eventi che già vedono i Paesi membri del vecchio Continente prendere come pretesto la gestione dell’immigrazione per sfasciare tutto e fuggire con gli ultimi risparmi custoditi nella cassa del reggimento.

Se così sarà, non ci sarà alcun altra chance per l’Europa e per i suoi cittadini, in guerra costante tra loro per accaparrarsi quelle poche briciole cadute dalle tasche rotte dei super-ricchi.