• mercoledì , 13 dicembre 2017

La rete colpisce e affonda la noia

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I social sembra abbiano dato un significato diverso alla noia, quanto meno l’hanno ridotta o addirittura eliminata. Sono passati 57 anni da quando Alberto Moravia nel suo romanzo “La noia” scriveva: “Soprattutto quando ero bambino, la noia assumeva forme del tutto oscure a me stesso e agli altri, che io ero incapace di spiegare e che gli altri, nel caso di mia madre, attribuivano a disturbi di salute o altri simili cause.”

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Bompiani pubblicava il libro di Moravia nel 1960. L’anno dopo vinceva il Premio Viareggio.

Oggi la noia sembra sia stata sconfitta dallo smartphone, dai social sempre pronti ad occupare il tempo e la mente di uomini e donne, con sorpresa ancor più dei ragazzi che si illudono di essere diventati padroni di questo nuovo gioco asservito ai pettegolezzi della vita; essi imparano subito, vista la facilità dell’interattività che le nuove tecnologie consentono, a curiosare nei segreti più segreti del vicino di casa, il quale si fotografa e commenta con una certa soddisfazione i suoi organi genitali.

“Se uno si fa bello di un qualche pregio, sia poi esso coraggio, erudizione, spirito, arguzia, fortuna, ricchezza, posizione elevata, o qualunque altra cosa, si può dedurre da ciò che a lui manca qualcosa proprio in ciò di cui si vanta: a chi infatti possiede realmente in modo completo una qualità, non verrà mai in mente di metterla in mostra e di affettarla, e se ne starà ben tranquillo a questo proposito”. [Cit. Arthur Schopenhauer, Parerga e paralipomena, 1851]

Così pensiamo di ridimensionare, se non addirittura di sconfiggere la noia, ma solo perché non ci concediamo il tempo di valutare e riflettere sulla vita che ci circonda; la stessa vita reale che bisticcia sempre di più con quella virtuale; una vita che ci permette di curiosare in giro, senza pagare il biglietto e metterci la faccia.

Siamo diventati tutti come lo spione un po’ secchione della scuola che dileggiavamo da ragazzi, oggi elevato al ruolo di protagonista quasi eroe dei tempi che viviamo.

Il mondo è radicalmente cambiato e Moravia sembra un dinosauro che racconta “La noia” secondo gli stereotipi dell’epoca, ma prima di relegarlo nello zoo di Jurassic park suggerisco per chi non lo avesse letto di leggerlo. Soprattutto invito i giovani annoiati di oggi a confrontarsi con quelli di ieri raccontati nel libro.

La rete non ha sconfitto la noia, siamo noi ad essere naufragati sugli scogli e aggrappati all’illusione di essere approdati nell’isola che non c’è, anche se i social sembrano aver colpito, affondato e debellato la noia.

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