La confusione del reddito di cittadinanza

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Un’accattivante promessa elettorale si è trasformata in una gara a quiz, dove alla fine il vincitore non sarà chi ha l’effettivo bisogno di una spinta per tagliare il traguardo e vincere la cuccagna del “reddito di cittadinanza”, ma solo quanti abituati a prendere in giro lo Stato e la giustizia.

Intanto, perché al palo della cuccagna tutti i giorni viene aggiunto altro grasso e più scivoloso di quello precedente; quindi, se non hai gli artigli del felino non arriverai mai a conquistare e rompere la pentolaccia.

Voglio dire che una persona affaticata dai patimenti, semplice e perbene rischierà sei anni di galera ad ogni tentativo di scalata perché dovrà ricorrere ai mezzi poco leali per affrontare l’arrampicata dell’albero, un albero che di giorno in giorno diventa più scivoloso che mai e poco convincente anche per la mente contorta che sta cercando di rendere machiavellico il reddito di cittadinanza.

Ma come si fa a distinguere tutte le sfumature di grigio di una promessa elettorale che è stata resa fumosa da regole sempre più inattuabili?! Chi ha diritto al reddito di cittadinanza? Il reddito dovrebbe spettare a tutti i cittadini certificati dall’ISTAT che ormai vivono stabilmente sotto la soglia di povertà. Perché, mi chiedo, ogni volta che si vuole perorare una buona causa la si complica fino ad arrivare a minacciare chi ne usufruisce? Addirittura la galera per impaurire chi già provato dalla vita!

Alla fine, questa tessera di povertà, la cuccagna tanto ambita, sarà abbandonata dalle persone che ne hanno davvero diritto per lasciare il passo ai palestrati dell’inganno, coloro che si arrampicheranno come gatti sull’albero della cuccagna per raggiungere l’agognato reddito. Coloro che non hanno nulla da perdere, perché abituati a essere scaltri, a calcolare i rischi e aggirare gli ostacoli, agli azzeccagarbugli che non temono la deterrenza degli anni di galera.

E se poi non lo meritano e vengono denunciati cosa importa! Saranno problemi degli Organi inquirenti che dovranno provare le accuse rivolte a chi ha infranto le regole.

Ma Sant’Iddio, non era più semplice copiare paro paro il sindaco di Napoli Lauro che dava la scarpa sinistra prima del voto e la scarpa destra dopo il voto? Un clientelismo sfrontato, sfacciato, ma almeno chiaro ed evidente, senza ipocrisie, rocamboleschi e barocchi artifici burocratici, robe vecchie  propagandiste tanto roboanti quanto vuote. Della serie: ti consegno la tessera per accedere ai 780€ del reddito e se poi non ne hai diritto te la tolgo, senza complicarla troppo al solo fine di giustificare l’impossibilità di mantenere la promessa elettorale.

Nel nostro Paese si sta manifestando sempre più affanno nella sanità pubblica che, pur rimanendo tra le migliori al mondo, non ha più le risorse per curare i cittadini: questo è il motivo del ritardo delle liste di attesa che si allungano sempre di più quando si arriva a fine anno, quando i budget sono agli sgoccioli. Proprio come le famiglie in difficoltà che non arrivano alla terza settimana del mese.

Se gli aventi diritto al reddito di cittadinanza saranno sei milioni e magari il 10% (seicentomila persone) dovesse risultare in malafede, cosa facciamo, li arrestiamo tutti e andiamo ad intasare i Tribunali e le carceri? Una follia solo pensarla una cosa del genere. Da qui il reddito di cittadinanza è sempre più reddito di confusione.

Sarà l’ingerenza dei mercati e dell’Europa che, attraverso Tria, chiede rassicurazioni (e già per le prossime manovre all’Italia si chiederà di fare la brava, della serie “per oggi vi concediamo uno strappo alla regola, purché torniate ad essere responsabili, disciplinati e subalterni”), sarà l’influenza ingombrante della Lega, più preoccupata a fare gli interessi della medio borghesia del nord attraverso condoni e flat tax che ad assistere i poveri, fatto sta che questo reddito sembra sempre più un “reddito di confusione”.

Peraltro non si è ancora ben compreso se ne avranno diritto anche gli extracomunitari regolarmente soggiornanti in Italia da dieci anni o solo gli italiani, seguendo alla lettera il motto leghista “prima gli itaGliani”!