L’ America non è più America


La guerra di secessione è stata la più cruenta di tutte nella storia della modernità. Liberare l’uomo dalla schiavitù è costata la vita a centinaia di migliaia di uomini che si sono battuti per un principio: tutti gli uomini sono uguali. Nessuno è “più uguale” – per dirla con Orwell – di un altro.

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Ora l’America chiude gli occhi e non solo, aggredisce insieme alla Francia ed altri Paesi la Libia per qualche misero barile di petrolio e guarda indifferente a quella schiavitù di ultima generazione che è l’esito inevitabile dell’attacco demenziale operato da Nicolas Sarkozy, per coprire i suoi segreti personali di cui più nessuno parla. Stiamo sempre lì: l’interesse è difendere il marciume che si nasconde nell’armadio dei potenti.

Quello che oggi preoccupa è che non c’è più ritegno: l’aristocrazia del mondo non è più discreta, ma ostenta semmai il suo opposto: la volgarità. I Trump d’oggi non hanno i volti dei Filippo d’Asburgo, dei Federico di Aragona, degli Angiò e via discorrendo. Piuttosto assomigliano tutti un po’ a Mario Brega nei film di Verdone che interpreta sempre il ruolo del macellaio parvenu, cafone arricchito.

Danno le pagelle, sentenziano la fine di uno Stato o ne deliberano l’ascesa verso il Paradiso a seconda di quanto il governante fantoccio sia disposto a leccare il loro culo. Almeno quando c’era il tanto vituperato colonialismo era tutto chiaro: questo a me e quello a te. Cosi girava il mondo.

Ma non pensiamo che il potere vero sia nelle mani dei noti e meno noti satrapi del Pianeta! Piuttosto ce l’hanno gli elettori dei Paesi democratici d’Occidente che, con il loro voto, puntano le stellette sulle divise di coloro che non sanno cosa sia una guerra, cosa significa vivere in povertà, non rimpiangono di aver marinato la scuola, non hanno mai lavorato per vivere e nella maggior parte dei casi erano dei falliti prima della loro ascesa in politica.

È la vendetta, l’invidia, l’ignoranza dell’uomo democratico che oggi determina, al grido di libertà, chi, metaforicamente, deve vivere o morire. Ecco che dei tanti “Nerone”, con il loro voto dito all’insù o all’ingiù, nuoccono più di un imperatore.

Come accennavo, alla fine del Settecento, l’America scriveva con il sangue un principio ora caposaldo di tutte le nazioni moderne e voltava pagina alla storia. Ma quello stesso principio che è costato il sangue dei Padri della democrazia oggi ed è sancito su tutte le costituzioni liberaldemocratiche rischia di essere nella sostanza messo in discussione.

La Libia oggi è un insulto a chi, come Lincoln, ha dato la sua vita per realizzare un sogno di libertà: che non vi sia disuguaglianza tra uomo e uomo!