Il progresso non deve essere usato come strumento di dominio dell’uomo sulla natura

La salvaguardia dell’ambiente è forse la più urgente delle questioni sociali della contemporaneità che vede coinvolte soprattutto le nuove generazioni, costrette a dover affrontare un tema che i loro padri hanno sottovalutato troppo.

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Oggi ci troviamo in una situazione paradossale per diversi aspetti. Superficialità e assensa di sensibilità civica sulle questioni ambientali imperano, avallati dall’indifferenza della politica e da una logica predatoria che incentiva il consumismo più sfrenato e il conseguente sfruttamento intensivo delle risorse, a beneficio esclusivo degli interessi economici delle grandi multinazionali.

Ancor più detestabile è la strumentalizzazione politica della questione ambientale, un cavallo buono da cavalcare in ogni stagione, specie sotto elezioni.

Ci sono enti e associazioni che operano in questo campo da molto tempo, sempre in prima linea nelle battaglie a difesa dell’ambiente. Purtroppo, spesso, le loro battaglie non hanno avuto l’attenzione che meritavano. Tuttavia, le loro esperienze sono un grande insegnamento, possono aiutarci a proseguire sulla giusta strada al fine del miglioramento e della salvaguardia dell’ecosistema umano, animale e vegetale: in una parola della Terra, il mondo in cui viviamo.

Per questo, grazie al sostegno ricevuto dai molti che condividono le ragioni del mio impegno, è mio desiderio realizzare un progetto che coinvolga tutta la nostra Regione Emilia. A partire dalla mia città, Scandiano, città natale di un grande scienziato come Lazzaro Spallanzani, il quale – ne sono certo – avrebbe senz’altro condiviso questo monito. Perché la scienza, il progresso, la tecnologia debbono essere al servizio del miglioramento della vita dell’uomo in quanto essere operante in un ecosistema; mai come strumenti di dominio dell’uomo sulla natura, per poterla sopraffare e piegare ai suoi bisogni e, troppo spesso, ai suoi istinti predatori.