Il neo-narcisismo fotografico beffa la “privacy”

Una moda che ha contagiato un po’ tutti quella di posare davanti all’iPhone, con un amico piuttosto che con un personaggio famoso o immortalare momenti per stimolare la fantasia altrui. Magari incontrato per caso mentre sta per i fatti suoi, e noi, sempre li, pronti, inopportuni e invadenti pur di immortalare il siparietto con la faccia con il sorriso finto. Una moda che graffia l’immaginazione al punto che, oltre al ricordo del momento, in realtà, fotografiamo il nostro narcisismo per custodirlo nella memoria dello smartphone, perché lo si può sempre recuperare in un’altra occasione senza così dimostrare qualche anno o chilo di più.

La strega più bella del reame ne era stata già antesignana con il suo specchio secoli or sono, o ricordo male? Questo racconto in particolare lo recitava la nonna cercando di farmi addormentare… poi, però, regolarmente mi agitavo e finivo a dormire nel suo letto: mi sono sempre chiesto se lo faceva apposta perché era lei, invece, che mi voleva accanto a sè!

Insomma il selfie o lo scatto ossessivo del ricordo, è diventato una rivalsa contro il tempo, ormai non c’è più la frase: che peccato, non ho con me la macchina fotografica! perché oggi è tutto uno scatto dal proprio smartphone, concesso o rubato.

Ma questa forma di narcisismo di ultima generazione si sta via via trasformando in qualcosa di veramente grottesco, perché con il timore di non rispettare la privacy altrui – ma morbosamente agitati da non poter sempre pubblicare il ricordo – le immagini vengono tagliate con l’accetta riducendole a scatti di piedi con o senza scarpe, di tavole imbandite con resti di cibo – come fosse l’ultima cena –  dove  gli smartphone sono il segnaposto, angoli riconoscibili di casa ma per far tirare ad indovinare, la propria auto parcheggiata fuori del ristorante, biglietti nominativi con destinazione Babilonia, e altro ancora. Ma in tutto questo non manca mai la descrizione o la geolocalizzazione. Ma ha senso tutto questo? Non è forse meglio condividere – visto che pubblicare i ricordi di ogni istante della giornata “sembra” far felice il proprio io – un po’ più di naturalezza, una maggiore cura estetica per lo scatto e meno morbosità?  Ahimè…il mondo ci propone già disarmonia con così tanta crudeltà a cui non possiamo sottrarci…

Ma fortunatamente, si tratta solo di una “non importante” parte delle persone e questo ci fa sperare che la saggezza, il buon gusto e il rispetto possa esistere ancora.