Giovani che invecchiano e anziani che ringiovaniscono

Sembra che l’orologio della vecchiaia abbia spostato le lancette in avanti di parecchi anni. Infatti, autorevoli studiosi di geriatria ci dicono che “un 65enne di oggi ha la forma fisica e cognitiva di un 40-45enne di 30 anni fa. E un 75enne quella di un individuo che aveva 55 anni nel 1980”.

Ascolta

 


Le ragioni sono molteplici, ma quali che siano, è evidente che questo ineccepibile allungamento dell’età viene furbescamente spacciato ai poveri lavoratori per giustificare lo spostamento in avanti dell’età pensionistica. E non è un caso che si succedono governi che promulgano provvedimenti che sembrano far uscire la legge Fornero dalla porta per farla rientrare dalla finestra sotto mentite spoglie. Però siamo molto contenti che, almeno in parte, gli scienziati abbiano ragione. Ci chiediamo quali siano le cause più significative di questo rivoluzionario elisir di lunga vita!  

Senza disturbare la scienza, penso che la qualità della vita, il benessere conseguito nei tre decenni precedenti, la tranquillità economica e il sentirsi utili nel prodigarsi per i figli (che al contrario di loro, attraversano una profonda e irreversibile crisi per la mancanza di certezze e di futuro, per l’esistenza precaria che sono costretti a condurre) abbia fornito al sessantenne contemporaneo quella dinamicità indispensabile per condurre un’esistenza attiva sotto tutti i punti di vista. È quindi non si ha il tempo di invecchiare, piuttosto di imbellettarci e partecipare perfino alle trasmissioni più avventurose come quella di “Uomini e donne” scaturita dalla genialità di Maria De Filippi.

Scomparse le ansie del domani, della vecchiaia e della malattia,  i “non ancora anziani”, almeno stante ai nuovi parametri geriatrici, si godono quella vita che hanno rubato ai loro figli e nipoti. Sì, rubato, perché quando milioni di italiani e italiane hanno scelto di andare in pensione dopo solo dieci anni di lavoro (cumulata anche la laurea) sapevano molto bene che sarebbe stata una colossale ingiustizia. Altro che continuare a sostenere  di non aver rubato nulla perché tutto si sarebbe svolto nella più completa legalità! Certo che era legale, e chi dice il contrario? però c’è anche un furto morale che è stato commesso sia dai baby pensionati che dai politici del tempo, i quali così facendo compravano il loro consenso politico, privando il futuro a quei figli che ancora non erano nati. Anche oggi si fa la stessa cosa, i politici non sono cambiati, la differenza è che quelli di allora facevano stampare le lire a Roma, in via Tuscolana 457, mentre quelli di oggi, dismessa la ditta Zecca di Stato, li devono chiedere in prestito e la cosa diventa ogni giorno più complicata.

I giovani invecchiano per la stessa ragione e per effetto opposto dai loro nonni e genitori, perché da brillanti e spensierati li abbiamo costretti a mettere a dura prova la loro autostima. Dopo anni di studi, infatti, sono da considerare fortunati se gli capita di lavorare come stagisti non retribuiti. Con l’aggiunta di sentirsi mortificati con mamma e papà per doversi far pagare l’autobus e la merenda.
Poi li prendiamo in giro quando rimangono a casa sul divano a chiedere l’amicizia sui Social.

Fa effetto vedere nonni e genitori che escono la sera per andare a mangiare una piazza o a scuola di ballo, mentre figli e nipoti rimangono in casa. Si è rivotato il mondo, con i giovani che invecchiano e gli anziani che ringiovaniscono, spesso rendendosi ridicoli.  

Basti guardare ad esempio all’abbigliamento provocante o adolescienziale delle donne e sportivo alla moda degli uomini sessantenni che appare dalle loro foto photoshoppate e pubblicate su facebook, su instagram. Meno male che il senso del ridicolo non è oggetto di persecuzione penale, altrimenti avremmo le carceri piene.