Giornata mondiale della mediocrità

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La storia ci racconta sempre di personaggi eroici dalle grandi capacità, come guerrieri, poeti, artisti e perfino politici d’alto rango per le qualità dimostrate nel governare periodi difficili dove tutto era molto più complicato.

Oggi, con i mezzi che ci offre la modernità, dovremmo abbondare di queste eccellenze, invece l’essere umano non solo è diventato mediocre, ma anche più vigliacco rispetto ai giganti di cui si sono raccontate le gesta.

Napoleone Bonaparte, mentre sconfiggeva gli eserciti avversati al contempo dettava il codice napoleonico, governava con saggezza e autorevolezza l’impero di Francia. Eppure, in tutti i sensi, era solo un piccolo corso quando iniziò la sua ascesa e riconsegnava ai francesi orgoglio e autorevolezza.

Oggi tutto è delegato a uomini mediocri che si fanno carico, per certi versi coraggiosamente, di compiti più grandi di loro e nonostante la fatica profusa complicano le cose fino a rendere la vita della comunità quasi invivibile.
Ma allora perché si vive meglio di ieri? Beh, certamente la digitalizzazione, la tecnologia e il progresso scientifico hanno aiutato la crescita, ma certo ciò non è successo per merito dei “mezzi baroni”.

Per essere più esplicito faccio un esempio: oggi la vita si è allungata grazie alla qualità della vita, i mezzi diagnostici e la farmacologia. Se tutto ciò dipendesse solo dai medici però forse vivremmo meno, perché essi hanno perso di autorevolezza, responsabilità e passione rispetto ai colleghi del passato. Nelle diagnosi si affidano esclusivamente al protocollo e sempre meno alle caratteristiche individuali e personali del paziente, il quale è indistinto dalla massa dei pazienti da visitare.

Un tempo i medici di famiglia conoscevano vita, morte e miracoli non solo del paziente, ma di tutto il nucleo familiare. Oggi, i protocolli medici e le tecnologie rendono asettici e impersonali i rapporti. Come accade in America, i medici specialistici sono iper-specializzati su cose specifiche a scapito di conoscenze generali (per cui ti sanno dire tutto dell’unghia incarnita, ma non ti spiegano il gonfiore del piede) e di speciale oramai hanno solo la parcella.
I medici di base passano la metà del loro tempo a fare i burocrati da una parte e dall’altra a cercare di dissuadere i pazienti dal non prendere il farmaco suggerito da wikipedia o peggio ancora dalla vicina di casa.

In questo gioco di mediocrità al ribasso a risentirne e a farne le spese sono tutti. In primis, la classe dirigente che, senza più responsabilità e affidabilità, ha perduto l’autorevolezza che un tempo spettava loro per il semplice fatto di appartenere – meritatamente – alla categoria degli esperti. E in seconda istanza, il popolo che, in risposta a questa perdita di autorevolezza, cerca arrogantemente di sostituirsi agli esperti: ed ecco quindi i rimedi fai-da-te e quelli della nonna assurti a leggi ineccepibili della scienza, le spremute d’arancio al posto dei vaccini, le teorie sui complotti internazionali (e forse extra-terrestri) orditi dalle istituzioni sanitarie mondiali contro la gente.

Insomma, ognuno rimane inchiodato ad un percorso prestabilito e, come soldati che sciolgono rovinosamente le fila, viviamo la confusione e l’arbitrio di chi ha potere, così come quello di chi lo contesta senza aver le competenze e le capacità per poter sostituire la classe dirigente nelle scelte.

Infatti, ci mancava la rete ad erudire l’ignoranza dell’uomo, dispensando superficialità e mediocrità, al punto da guadagnarsi il diritto di avere una giornata mondiale che la festeggi.

Purché le celebrazioni restino confinate rigorosamente nei 140 caratteri di quel Twitter, tanto caro a politici e governanti incapaci di superarli perché privi di argomenti.