• domenica , 25 febbraio 2018

Esibizionismo senza freni

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Ascolta la voce in podcast.

 

Ricordo che qualche anno fa, ero rimasto particolarmente colpito da alcune affermazioni sull’Huffington Post del noto psichiatra professor Vittorino Andreoli, il quale sosteneva che l’Italia è un Paese malato di mente: dove trovano sempre più spazio esibizionisti, individualisti, masochisti e fatalisti.

Un Paese affetto da patologie psichiatriche gravi, talmente gravi che sarebbe da ricovero. Insomma, il prof. Andreoli ha messo idealmente sul lettino l’Italia e gli italiani che si dibattono tra crisi economica e caos politico, e si è fatto un’idea particolarmente precisa sullo stato di malessere che, a suo dire, abbiamo raggiunto.

Certo, una idea drammatica quella del professore, il quale però precisa che vede gli italiani, in questo momento particolare, da italiano; una visione, la sua, come porgesse la propria immagine di fronte ad uno specchio.

A distanza di molti mesi dalle riflessioni del professore, addirittura sembra che le cose siano peggiorate. Infatti, le crescienti forme sociali di comunicazione sembrano concedere alle persone un numero sempre più crescente di strumenti per esprimere se stessi senza veli, fino a sfiorare i limiti, peraltro sconosciuti, dell’imbecillità.

Al tempo venivano individuati quattro sintomi: il “masochismo nascosto”, quel piacere di farsi male da solo dietro la maschera sfarzosa; l'”esibizionismo spietato”, quando vi é una esagerazione che supera l’autostima fino a osannare sé stessi; la “recita”, come la vita fosse uno spettacolo continuo dove farsi applaudire fregandosene della figuraccia; e il “fatalismo” rivolto alla fede, spesso per giustificare le tante scelte senza un vero senso, se non quello di alimentare un “Io” a volte senza più nessuna moralità.

Secondo Andreoli “l’italiano indossa la maschera e non sa più qual è il suo volto. Guarda uno spettacolo a teatro o un film, ma non gli basta. No, sta bene solo se recita, se diventa lui l’attore. Guarda il film e parla. Ah, che meraviglia: sto parlando, tutti mi dovete ascoltare”.

Ma che importa, tanto recito sui social dove tutto è finzione… quando invece ogni cosa è drammaticamente Vera.

Sono molte le persone che si rifiutano di leggere una breve frase del Vangelo perchè per l’emozione gli trema la voce, non pensano che un eventuale errore sarebbe notato solo dalla poca gente presente in chiesa.

Invece, non hanno scrupoli ad esibirsi nel circo globale dei social, in quanto lo pensano come un gioco – mentre se sbagliano la battuta – divenuta velocemente “virale” – questa, andrà a compromettere la loro reputazione per molto tempo.

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