Cresce l’alcolismo al femminile in Italia

Sono sempre di più le donne che iniziano il primo pomeriggio a sorseggiare anche diversi tipi di bevande più o meno alcoliche – una dietro l’altro fino a notte tarda. Nei locali o in casa e senza distinzione di età, non si tirano indietro per festeggiare in ogni momento con un drink, piuttosto che una birra da bere meglio dal collo di bottiglia.

Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità oggi, nel nostro Paese, circa il 70% della popolazione femminile consuma bevande alcoliche contro il 40% degli anni Ottanta. 

I rapporti di Istat e ministero della Salute, pur indicando un calo complessivo del consumo di alcolici, segnalano una crescita costante di uso e abuso di alcol nei giovani e soprattutto nelle donne. In breve, non si parla più di sbronza, ma di abitudine: una moda informale che in molti casi nasconde insoddisfazioni personali. 

Il consumo di bevande alcoliche e birra, nelle donne italiane si associa al mutamento del loro ruolo sociale, ad una maggiore indipendenza e accresciuta disponibilità economica. È negli Usa, invece, che nasce il fenomeno del Binge Drinking, dove sono i drink di cui abusano le americane! 

I dati rilevati dall’osservatorio Permanente, sui giovani e l’alcool, sulla Popolazione italiana dai 15 anni in su, vede passare le donne dal 60% a oltre il 70%.

Ciò che preoccupa è l’aumento progressivo delle consumatrici abituali, rispetto a quelle occasionali. Le giovani tra i 14 e i 18 anni sono più consapevoli dei rischi che l’alcool può provocare, mentre per le senior non sempre é così. Per le ragazze il bere coincide con una festa, le “over”  tendenzialmente minimizzano o perfino nascondono. Non solo, nelle giovani vi é la consapevolezza che l’eccesso di consumo alcolico è pericoloso, le “over” pare ignorino il problema! 

Un fenomeno americano quello del Binge Drinking, che inizialmente coinvolgeva solo i maschi e giovanissimi, ma che ora si consuma anche nel nostro paese tra ragazze e donne Social Binge Drinker.

Nel secolo scorso, quando una donna beveva lo faceva soprattutto in casa e di nascosto perché si riteneva che l’ubriachezza femminile, rispetto a quella maschile, fosse disdicevole, oggi invece si distingue sorseggiando fuori e dentro casa come fosse una sorta di vivacità dell’esuberanza di un carattere che vuole mettersi in mostra.

L’alcolista beve da alcolista e beve poiché alcolista. La ragione comune per iniziare a bere è di tipo ricreativo o per migliorare la propria funzione sociale in occasioni di divertimento o di confronto con gli altri. Una parte delle persone si avvicina all’alcol per correggere ansia, stress, depressione, ma questo non ha che fare con la ragione per cui rimangono alcolisti. Poiché una volta divenuti alcolisti le giustificazioni che un tempo avevano spinto verso l’alcol non servono più, possono rimanere ma non si motivano più.

Bere per una donna non può essere mai un riscatto di indipendenza, tantomeno un gioco, ma solo un pericolo – quando si eccede magari con esuberanza. Oltre ad un pessimo esempio per la famiglia, i figli, i nipoti, come la droga e il gioco d’azzardo. 

L’alcolismo al femminile o al maschile resta comunque una tossicodipendenza, una malattia che si riproduce da sola, per definizione.