Ceto medio tradito, motore della protesta

Francamente, devo dire che non c’è un’unica causa dell’impoverimento del Paese; le cause in effetti sono molteplici ma, il punto drammatico è che l’insieme di queste ragioni stanno convergendo in una tempesta perfetta dalle conseguenze imprevedibili.

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Fatto è che i cittadini impegnati a far crescere l’Italia, fino a farle scalare le cime più alte, quando hanno verificato lo stato del loro futuro si sono resi conto che non c’era più: svaniti i risparmi, in molti casi l’abitazione e drammaticamente anche il lavoro!

La cosa paradossale è che anche quella parte del Paese, nel frattempo diventata più benestante si è incattivita anche di più!

Sono tanti gli esperti che attribuiscono al rancore la caduta del ceto medio, il quale d’improvviso si è visto privato dei piccoli privilegi a cui era era abituato: la tranquillità dei pochi soldi messi da parte per i momenti di bisogno, la pizza una volta alla settimana piuttosto che la breve vacanza, oltre alla macchina e l’università per il figlio.

È un po’ sentirsi obbligati a rinunciare a tutto questo che ha mandato in paranoia il sistema; peraltro lasciando padroni del campo quelle figure una volta relegate ai margini della società, come speculatori usurai.

Accidenti, eppure quando sono apparse le prime pubblicità dei “compro oro” ci saremmo dovuti accorgere che qualcosa stava cambiando – e prendere i provvedimenti necessari per affrontare l’imminente epidemia sociale.

Invece, vuoi per l’incapacità della politica di essere all’altezza della situazione, questo ha via via incattivito la gente che ha subito rinunciato agli acquisti superflui – con la conseguente frenata dei consumi interni.

Forse il governo Monti, fortemente voluto da Napolitano, è stato importante per l’Europa, ma devastante per gli italiani: specialmente per coloro che hanno perso i risparmi a vantaggio di una piccola parte di cittadini che, per contro, ne hanno ricavato enormi profitti.

Mi domando quanto importasse agli esodati della legge Fornero il provvedimento che si racconta abbia salvato il Paese – a loro spese; e ai risparmiatori “truffati” soprattutto dalle banche popolari, le quali gli hanno venduto le loro azioni senza valore per poi essere premiate col Decreto Salva Banche.

La parte del leone di questa frustrazione è certamente il lavoro, quel lavoro che non solo ha mortificato soprattutto i giovani, ma addirittura per la prima volta, pur lavorando, sta impoverendo una parte rilevante di cittadini italiani.

Insomma, un lavoro che anche quando retribuito con poco più di mille euro non permette di progettare il domani, in quanto ormai stabilmente precario: nessuna possibilità di accedere ad un mutuo per acquistare casa e tantomeno mettere su famiglia.

Ci è stato riservato un lavoro precario a vita, principe dell’insicurezza: è anche per questo che il ceto medio tradito è maturo per diventare, come è diventato, motore della protesta.