• mercoledì , 13 dicembre 2017

Ennesimo “scacco matto” dei Borboni

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Il referendum del 4 dicembre ha segnato per me un momento di profonda svolta per quel che riguarda il futuro dell’Italia. Quando per la prima volta ho letto il testo della riforma ero esultante, finalmente questo Paese avrebbe superato l’ostacolo della – vecchia politica – che ci ha accompagnato dal 1948. Bellissimo, dopo anni qualcosa si stava muovendo, avremmo eliminato quel bicameralismo perfetto fonte di giochi di potere; fonte di compravendite di parlamentari; fonte di voti di scambio e accordi sottobanco; fonte di di ricatti e immobilismo. Finalmente, mi sono detta, con un maggioritario come sistema elettorale e una sola camera a legiferare potremmo uscire dal medioevo politico, – mai più governi di giravolta -, chiunque avesse vinto le elezioni sarebbe stato legittimato a governare il Paese per cinque anni e, magari, riconfermato se meritevole di fiducia: perché è così che funziona nella mia testa una democrazia! Nella mia testa però, non in quella del 70% per cento dei miei connazionali che, ognuno con i suoi motivi, hanno di gran lunga preferito votare il “No”. Qual’è stata la loro scelta, dunque? La loro scelta è stata di rimanere come siamo, – non cambiare nulla -. Allora mi chiedo quanto fosse vero che eravamo tutti arrabbiati?! Tutti stanchi dei troppi politici; tutti stanchi dei troppi accordi; tutti stanchi dei tanti governi che non hanno combinato nulla?! No, nessuna stanchezza, anzi, siamo andati a votare talmente in tanti che abbiamo sfiorato addirittura il 70%, cosa che non succedeva da tempo per un referendum. Ognuno con il suo fardello di “motivi” è entrato nella cabina elettorale, abbiamo capito solo dopo che erano in molti i detrattori di Matteo Renzi; peccato, però, che Renzi un giorno se ne sarebbe andato e la riforma rimasta: bastava scegliere un’altro leader alla prossima tornata elettorale! Sono stati in molti pure a temere per la democrazia del Paese, meglio eleggere i vari Antonio Razzi (Vice presidente della commissione Esteri del Senato) e Domenico Scilipoti. Altri partiti, invece, hanno votato “No” a prescindere, pur consapevoli che solo con un voto maggioritario avrebbero avuto la possibilità di andare al governo. A questo punto direi che va tutto bene, mi rassegno al fatto che sono costretta a vivere dentro una comunità arroccata al passato dove i Borboni non solo l’hanno fatta da padroni ancora una volta, ma potranno continuare ad avere i loro “amici” nei due rami del parlamento. Direi che ha vinto la magistratura che, insieme ad altri, elogia la nostra Carta Costituzionale affermando che è la più bella del mondo. Ha vinto anche la politica politicante che continuerà a giocare sulla nostra pelle, oltretutto rimproverandoci che non abbiamo saputo acchiappare l’onda del cambiamento. Mi dicono che i giovani hanno votato in massa per il “No” perché non solo non hanno lavoro, ma sono stati dimenticati: Il mio pensiero è che siano stati ancora una volta manipolati. Ormai sono una signora che sfiora l’età della maturità, e anche se “molto arrabbiata” mi metto da parte con la convinzione, però, che il 4 dicembre l’Italia abbia perso una grande occasione per diventare una Nazione più moderna, più efficiente, e con meno burocrazia.

Patrizia Legnani