Una Belon val bene un’offesa

Dunque, dopo aver smesso di vomitare parole vuote sull’Italia, i francesi hanno insistito perché andassimo a pranzo all’Eliseo.

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Le preziose ostriche Belon, arrivate per tempo dalla regione di Marennes-Oléron, erano già a tavola e pronte ad essere sbafate dalla delegazione italiana con la speranza che non gli venisse il mal di pancia e vomitarle: prestando il fianco al portavoce di En Marche che, questa volta, avrebbe avuto gioco facile nel ribadire i suoi convincimenti su di noi!

Infatti, sembra sia stato l’uomo di fiducia di Emmanuel Macron che aveva usato l’aggettivo vomitevole, bollando, in questo modo, il comportamento italiano nei confronti della nave Aquarius a cui era stato impedito di sbarcare i suoi 628 passeggeri.

No, non abbiamo fatto una gran figura ad accettare l’invito del capo dell’Eliseo, la telefonata notturna tra Macron e Conte (almeno questo è ciò che ci hanno raccontato) non risolve l’offesa arrecata al nostro Paese. La diplomazia parla francese e i francesi sanno bene che questi inciampi hanno bisogno di ufficialità.

Se la Francia avesse voluto davvero chiarire l’incidente, avrebbe dovuto inviare il suo Ambasciatore alla Farnesina e scusarsi con solennità: ci siamo accontentati di poco se abbiamo accettato un pizzicotto da parte di Macron che ci ha detto “tranquilli, non è vero che fate vomitare!”.

Ma, d’altronde, l’alternativa sarebbe stata quella di rinunciare alle prelibate ostriche Belon e mangiare alla buvette…vuoi mettere?!

Avremmo voluto fare però qualche raccomandazione ai nostri connazionali che erano già in aeroporto parecchie ore prima, ma solo nel timore di perdere l’aereo con destinazione Parigi muniti di tovagliolone da cacio e pepe per non imbrattare la cravatta: quello di non mettersi in tasca le ostriche che fossero avanzate perché durante il viaggio di ritorno si sarebbero potute deteriorare.

Al limite, avremmo suggerito di prendere i gusci da far vedere agli amici per dimostrare che le avevano mangiate per davvero quelle Belon che…valgono bene un’offesa!