• domenica , 19 novembre 2017

Il thriller di Ignazio Visco: il caso Pandora

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Il Dio della Banca Centrale Europea, prima di approdarvi, aveva lasciato Visco (alias Pandora) custode del vaso della Banca d’Italia raccomandandogli di non aprirlo, ma la sua indifferenza, a dispetto della curiosità del racconto originale, per quel prezioso oggetto che Zeus aveva donato a Pandora, ha fatto si che, anziché aprirlo lui stesso (il coperchio) e togliersi lo sfizio di vedere cosa contenesse, se lo è fatto schiudere sotto il naso dalle banche più blasonate.

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Ci riferiamo a quelle stesse banche che hanno tratto l’Ignazio in inganno, raccontandogli che i loro istituti erano in assoluto i più sicuri e discreti di tutti, cosicché i segreti del vaso sarebbero stati in buone mani, anche perché il 94% del capitale sociale di Palazzo Koch era, ed è, loro (delle banche azioniste).

Ecco che, allora, quel Pandora di Visco si è messo a disposizione e ha permesso all’élite delle banche italiane di giocare col vaso a “indovina cosa c’è dentro?”. A loro (le banche) non gli è parso vero di disporre a piacimento delle centinaia di miliardi dei risparmiatori, mentre Visco era da Zeus (alias BCE) per garantirsi un futuro.

Quando è tornato da Francoforte (Ignazio), dove era stato ripetutamente ad adorare Zeus (BCE), ha trovato un casino tale al punto che è dovuto correre ai ripari fino a chiedere l’intervento dello Stato, che con due decreti Salva Banche quasi consecutivi ha tamponato la situazione con un paio di cerotti in attesa di essere riconfermato gran sacerdote della cassaforte regina (la Banca d’Italia).

Sembrava che tutto andasse per il meglio, visto che pure Forza Italia era dalla sua parte, quando il fuoco amico lo ha beccato proprio mentre faceva da palo alle banche che scoperchiavano il vaso. Accidenti, Renzi non ci voleva proprio, perché adesso la strada diventerà tutta in salita per quel Pandora di Visco, i detrattori cominceranno a sospettare quella pericolosa continuità di gestione che era partita nel 1993 con Antonio Fazio.

Ecco che, quasi d’un fiato, la leggenda di Pandora e del vaso ricevuto in omaggio è arrivata ad oggi: una storia lastricata di cadaveri dei risparmiatori morti per una causa inutile, visto che il valore delle banche in alcuni casi è sceso a un euro. Nel mitico racconto, Visco (alias Pandora), per tramite delle sue fide banche, nonostante avesse ricevuto lui stesso il dono della curiosità dallo zio Ermes, ha abbandonato ogni freno inibitorio e fatto scoperchiare il vaso, pregando gli usurpatori di lasciarvi la speranza.

La speranza, è che i risparmiatori possano continuare a risparmiare per chiuderlo di nuovo (il vaso) e buggerare ancora una volta quei poveri fessi che si fidano del sistema di controllo delle ispezioni della Banca d’Italia. E pensare che prima che succedesse questo tutti vivevamo della nostra beata ignoranza e senza preoccupazioni, ci sentivamo come Dei immortali.

Adesso, poi, da quando abbiamo permesso anche alla speranza di fuggire dal vaso lasciato vuoto, spalancato e incustodito, siamo fregati e non possiamo fare altro che continuare a leggere il thriller di Ignazio Visco: “il caso Pandora”; per sapere come andrà a finire la storia.

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