Sul Colle accadono cose che voi umani non immaginate


Quello che sta succedendo al Quirinale è a dir poco inconsueto. Sembra che siano andati in frantumi tutti gli equilibri.

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Tutto sembra in tilt, un corto circuito che non ha precedenti. Siamo quasi certi che la legge elettorale (il Rosatellum) non centra nulla. Così come nulla c’entra il fatto che a contendersi il trono siano tre poli, visto che nella storia della nostra democrazia parlamentare i partiti sono sempre stati troppi, anzi innumerevoli.
Basterebbe ricordare il primo governo dell’Ulivo, quando c’erano in campo più partiti che ministri, i quali sommati ai viceministri e ai sottosegretari stracciavano di gran lunga ogni record di elementi governativi: tutti esseri umani in carne e ossa.

Ma, allora, cos’è che sta accadendo veramente? Probabilmente non lo sapremo mai con certezza; quello che però sappiamo, invece, è che per la prima volta in Europa, anzi nel suo Paese fondatore, i tre partiti populisti (compresa FdI) che i più recenti sondaggi sembrano dare in crescita (soprattutto la Lega, in maniera esponenziale), sono stretti in un abbraccio amoroso contro i gattopardi dell’establishment.

Qui non è più una questione di convenienze economiche. Quello che emerge prepotente è la paura che avvolge il vecchio Continente. Lungi dall’essere spettatrice (come invece fa il Pd, con tanto di pop corn a guardare lo spettacolo), l’Europa sta con il fiato sul collo sull’unico italiano che riconoscono come garante del nostro Paese: il Presidente Mattarella.

Probabilmente si tratta di un timoniere formidabile a navigare in mezzo alle peggiori tempeste, però Mattarella in mezzo alle correnti impetuose pare ci sia cacciato di sua spontanea volontà. Per paura che il mostro “spread” raggiungesse la nave Italia, ha impedito la nascita del governo del cambiamento, arenandosi sul nome di un ministro.
Senza immaginare che lo “spread” ci avrebbe raggiunti lo stesso.

Tant’è che in queste ore, a conti fatti su Conte e Cottarelli (che non godrebbe della fiducia neanche del Pd, stecchito per indigestione da pop corn), Mattarella pare deciso a tornare sui suoi passi, complice il gesto di distensione e di apertura di Di Maio: “scusa papà, ritiriamo gli insulti e le accuse di impeachment, però tu accoglici di nuovo in quella bella casa e regalaci le caramelle di ministeri con tanti portafogli”.

Del resto, tutti vogliono salire su quel Colle, dove sembra accadano cose che voi umani non potete neanche lontanamente immaginare!