Siamo in corsa per il Guinness delle sciocchezze

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Sembra che la colpa della tragedia che il 14 agosto ha cambiato la viabilità della Liguria sia da attribuire ad una pesante “bobina” d’acciaio caduta da un camion, transitato sul ponte Morandi poco prima del crollo, episodio che a detta di acuti esperti e testimoni potrebbe aver provocato uno shock strutturale tale da farlo collassare. Un po’ come l’ultimo mattone caricato sul somaro già appesantito da un carico esagerato.

La stessa cosa, seppur in chiave assolutamente non paragonabile alla prima, è successa alla stazione Repubblica della metro di Roma, quando un gruppetto di tifosi russi si sono messi a ballare mentre scendevano rumorosamente dalla scala mobile, il cui rullo, a causa dei salti, ha subito una forte accelerazione come volesse fuggire da quel baccano.  Quindi, secondo gli espertissimi, i tifosi sarebbero gli unici responsabili dell’incidente che avrebbe potuto avere risvolti ancor più drammatici delle decine di feriti precipitati come impazziti l’uno sull’altro.

Come in tutte le faccende serie c’è sempre una parte comica nelle cose, ma in questo caso la buffonata delle due versioni attribuite ai tragici fatti irrita terribilmente i cittadini obbligati a sopportare ogni giustificazione, costretti come allocchi a far finta di credere a tutte le corbellerie che vengono loro raccontate. Come altro chiamare tutto ciò se non un’offesa all’intelligenza delle persone?! D’altro canto il ministro dei trasporti Toninelli si è guadagnato il Guinness dei primati per le inesattezze sparate in pochi giorni, sia a proposito del caso Morandi, sia a riguardo della metro di Roma.

Stendiamo un velo pietoso sugli innumerevoli gaffe del governo, perché ci ha già pensato Maurizio Crozza. Piuttosto, soffermiamoci sulle ragioni e sulle nostre colpe per aver fatto sì che questa mattanza di cretinate ci fiocinasse senza possibilità di replica, Ma, del resto, come si fa a controbattere una tale afasia, un parlare a vanvera, una vera esaltazione compiaciuta di parole vuote?!
Una volta per questo c’erano i manicomi, ma ora è impossibile solo nominarli salvo essere noi stessi rinchiusi.

La caparbietà dimostrata nello sparare tante sciocchezze tutte insieme è lunga e altresì penosa. Pensiamo che qualcuno debba mettere fine a tutto questo. Il fatto che i cittadini abbiano votato non significa che dobbiamo subire per cinque anni tutto questo senza poter fare nulla; accidenti, è come se un medico fuori di testa si mette ad operare: la Costituzione avrà pure contromisure da adottare in queste circostanze, no?! Dovremmo avvalerci della legge e del diritto costituito per impedire alle persone che non sono in grado di intendere e volere di prendere decisioni delicate che, in special modo, riguardano la sicurezza dei cittadini.

Le fantasiose giustificazioni dei fatti accaduti mi fanno venire in mente il pittoresco perito Paolo Colzi (alias Paolo Villaggio) alle prese col capitano Tombale (alias Lino Banfi) nel film commedia all’italiana “Pappa e ciccia”. Una compagnia di turisti sale a bordo di un vecchio Dakota per volare in Kenia a basso costo, quando a bordo dello scassato aereo un gruppetto di alpini comincia a cantare “Il mazzolin dei fiori” con tanto di saltarello nel corridoio. Al terzo ritornello e conseguente salto, il pavimento del logoro aeroplano si sfonda lasciando precipitare un alpino nel vuoto, proprio nella buca che si era venuta a creare calpestando con forza il pavimento.

 


La metafora di un racconto surreale deve farci riflettere, perché un cattivo conducente, peraltro conclamato, con le sue scelte e le strutture/mezzi a disposizione mette a rischio non solo il Paese, ma le persone che lo abitano. Come, del resto, è drammaticamente successo con il crollo del Ponte Morandi dove rimaniamo in attesa che i responsabili del disastro si costituiscano.