Il bene o il male nella soggettività del politico integralista

 

Gli esempi di come vivere cose o sentimenti sono personali perchè, viva Dio, ogni uomo è uguale e diverso dall’altro: culo, viso, corpo, gambe e braccia li abbiamo tutti, anche se per il culo (fortuna) ho qualche perplessità.

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Discorso diverso per quanto riguarda i sentimenti in quanto è un po’ più complicato perchè io amo lei, lei si innamora di lei e a noi ci viene la pelle d’oca quando vediamo lui; insomma, davvero un gran casino, ma anche quî, meno male che ogni essere umano non è fotocopia dell’altro, altrimenti immaginate che noia se fossimo davvero tutti identici: non ho parlato di clone perchè qualcuno ci ha già provato anni fa con Dolly, la pecora. Ma sì, la pecora più famosa, ricordate?

Dunque, essere tutti uguali è palloso, anche se ogni tanto vengono fatte le prove generali. Nel senso che in nome del volere Divino si compiono gli atti più infami. A tal proposito, mi vengono in mente i crociati che in via Prè a Genova, nell’anno Mille, uscivano come invasati dai luoghi di culto per massacrare i musulmani fuori dall’uscio al grido: “è Dio che lo vuole!”

E ancora meno male che oggi, invece, colui il quale è destinato a predicare il bene o il male, o se volete il meglio o il peggio, si presenta a tutti noi con idee strampalate e dice: polpette di pollo Amadori per tutti, però in virtù dei miei privilegi io mangio caviale. Acqua per tutti, per me champagne. Certo, è un comportamento egoista, ma preferibile alla scimitarra che ti troncava un braccio! 

Per questo sarà anche strano ma almeno oggi nessuno mena più fendenti con lo spadone, anche se come morale il comportamento lascia molto a desiderare. Ma la morale di chi? Dei politici integralisti di ultima generazione, naturalmente!