Oddio, i populisti. Si salvi chi può!

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Di solito chi scappa teme che gli vengano a chiedere conto di ciò che sa bene di aver combinato. Ora, però, nessuno pensava che i terribili populisti, memori di quanto era successo ai tempi degli antichi romani, calassero verso Nord e non a Sud come era sempre successo.

Al Nord, dove la storia ci racconta delle provenienze barbariche, era già da un po’ che guardandosi allo specchio dicevano, non abbiamo nulla da temere perché ci siamo civilizzati.

Mai e poi mai, avrebbero pensato che il Sud, Patria di arti e raffinata cultura, avrebbe mischiato il suo sangue con i Saraceni per espandersi a Nord armati d’ignoranza fino ai denti: un vero colpo da maestri il cavallo di Troia foderato di pelliccia per coprirsi da venti gelidi che soffiavano nei Paesi sovrastanti la Germania.

Ma d’altronde, i Galli e i Celti, in cuor loro, sapevano quanti soldi avevano spremuto ai romani imborghesiti e col terrore di essere malmenati e senza più Papa Leone che anticipava i soldi per difenderli dalle orde barbariche. Sicuro, non si aspettavano che gli italiani, considerati vigliacchi e voltagabbana durante la Guerra, avessero ritrovato l’onore perduto e, rimboccati le maniche, si sarebbero ripreso quanto gli era stato tolto nei secoli a seguire la fine dell’Impero. Era l’anno 476 d.C. quando Augustolo fu incaricato di mettere i sigilli ad una storia durata mille anni.

Certo, Di Maio non è Ulisse e Salvini non è Achille, ma sono riusciti a metter insieme un cavalluccio a dondolo che, bardato da combattimento, fa una certa impressione in tempo di pace e ora, digrignando i denti e con la faccia feroce rivendicano per il popolo italico ciò che gli spetta. Onore, gloria e soprattutto gli Schèi (nel gergo veneto il denaro).

I carri armati di ultima generazione costruiti con gli Euro e guidati dagli esperti banchieri che, sotto le insegne dello SPREAD, difendono l’Europa, sono affrontati a petto infuori dall’impavido Giggino che grida ai quattro venti: venite pure in 400, ma non arretreremo di un passo; anzi, ci fate un baffo.

Peccato che il raffinato stratega Casalino non abbia spiegato a Di Maio che tornerà a fare lo stuart alle fiere di Napoli e lui probabilmente al Grande Fratello VIP. Al limite, chi rimarrà al suo posto, seppur con un seguito ridimensionato, sarà Salvini, mentre Conte si pentirà di non aver partecipato al recente concorso per una cattedra alla Sapienza.
Anche Tria, dopo le performance con Crozza, potrà avere successo in una nuova vita da showman.

La domanda che ci poniamo però è se l’Europa, superata la paura, cambierà il suo atteggiamento nei confronti degli impoveriti senza rischiare altri momenti di panico. Con il cuore in gola a gridare ancora una volta: “Oddio, i populisti…si salvi chi può!”.