Nella corsa a comandare gli italioti ecco pure Di Battista

Dopo un periodo di apparente letargo (che letargo non era perché dormiva con un occhio solo) dall’ultima curva, prima del lunghissimo rettilineo che arriva al traguardo, ecco riapparire ringalluzzito il Dibba. Tutti, o quasi, ormai lo davano rassegnato a fare il falegname a Viterbo, dopo averne lungamente parlato con Sara. Almeno questo è ciò che dice il suo biografo Maurizio Crozza.

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L’armamentario delle parole non è cambiato; anzi, sembra rafforzato nei suoi convincimenti e, come Fiorenzo s’era fissato con la carrettella, a lui il Franco coloniale non va proprio giù…gli sta indigesto!
Ora, ‘sta storia sembrava una fesseria invece lo ha riportato in auge e ormai morde la coda ai primi, tant’è che anche lui si è rimesso in corsa per arrivare primo.
Le definizioni sul Dibba sono tante, perché dietro il suo sorriso disarmante e la faccia da bravo ragazzo, si nasconde una grande, apparente, ingenuità.

Nessuno ha capito, però, se per continuare a fare l’incastro di rondine dal suo mentore falegname di Viterbo, si accorderà con gli elettori per comandare gli italioti o solo i capitolini e sostituire, da qui a un po’, la signora Virginia Raggi, d’accordo con Salvini che per il gioco agli italioti della cuccagna nazionale sembra, almeno per il momento, imprendibile. Oddio, non ha ancora tagliato il traguardo, ma dall’ultima curva, da dove è sbucato Dibba, è già uscito con grande anticipo sui concorrenti.
Certo è che viviamo un momento, tra Facebook e Twitter, dove tutto può cambiare in un baleno e l’umore dell’elettorato si modifica con una foto postata male su Instagram. Quindi, staremo a vedere…

I campi di gara dei due politici, Salvini e Dibba, almeno ad oggi, sono diametralmente opposti, perché uno ha scelto di giocare riparato sotto costa a ricacciare in mare aperto i migranti con grandi applausi degli italioti, mentre l’altro, riservatamente, anche se ripreso a sua insaputa da un centinaio di telecamere, è tutto preso dal calore di Giuseppe, il falegname viterbese che fa una gran fatica a far capire a Dibba come si fa quell’incastro di rondine che lo rende così simpatico alle italiote.

Ho idea che questo ultimo rettilineo, per tagliare primi il traguardo, sia più lungo del previsto e la gara è aperta nonostante le siderali distanze del momento; ma le risorse di Dibba sono infinite e potremmo vederlo vincente alla corsa per comandare gli italioti, migranti e incastri di rondine permettendo.

Intanto, dall’Africa lontana, giunge voce che i 15 Paesi appartenenti al Franco CFA stiano abbandonando la moneta coloniale per creare una moneta unica – l’Eco – che, proprio come l’Euro dell’Eurozona, vincolerà i Paesi alle rigide regole austere del monetarismo, alla riduzione della spesa in deficit e al neoliberismo più sfrenato che dimezzerà le già affatto abbondanti risorse pubbliche investite su settori chiave come la Sanità e l’istruzione. Tutto questo, pare, senza più l’influenza della Grande Madre Francia, sporca e coloniale.
E adesso cosa ne sarà di questa battaglia a lungo cavalcata dal nostro Dibba?