Mimì e Cocò studiano sul “manuale” Cencelli 

 

Per spartirsi il “bottino” elettorale, è stata sicuramente utilizzata una bilancia di diamanti, perché è precisa al centesimo di carato. Altro che lotta alla casta, democrazia diretta e quell’altruismo profuso con parole a favor di popolo!

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Anche se in effetti, a pensarci bene, un cambiamento c’è già stato, ma solo per i capofamiglia del governo del cambiamento. Mi riferisco alla novella élite che andrà a ricoprire i ruoli governativi di secondo ordine (naturalmente, non per compensi).

Si tratta di manager che, in attesa di imminenti nomine, saranno collocati in 500 partecipate statali che i gattopardi, a causa della distrazione dovuta ad eccessiva sicurezza, si sono visti scippare all’ultimo momento. 

Ma è anche vero che la storia si scrive solo dopo gli avvenimenti, mai prima. Ogni volta che qualcuno ha provato a farlo prima, ha sempre miseramente fallito…finora! 

Questi signori che evidentemente avevano già da tempo previsto la vittoria e messo a punto il contratto di governo fin nei minimi dettagli stanno dimostrando, con questa mossa, di non essere degli scappati di casa, come volevano inizialmente fare credere… sempre che dietro il diabolico disegno non ci sia mister “B”.

Delle promesse elettorali non ne andrà a buon fine neanche una, altrimenti questo esecutivo non sarebbe nato con l’ansia da prestazione! 

Quando il cambiamento rimarrà una parola vuota, in quanto mancheranno tutte le coperture necessarie a realizzarlo e Mattarella non controfirmerà nessuna legge che preveda di finanziarsi con le vincite al Casinò di Marrakech, allora saranno cavoli amari per il Conte e la sua corte. E i gattopardi che ora mangiano pop corn torneranno in auge più famelici e spregiudicati di prima.

Comunque, ricapitoliamo le caratteristiche salienti di questo novello e sedicente governo del cambiamento, che poi di nuovo, come vedremo, non ha un piffero. Già il biglietto da visita è un imbroglio, perché i lorsignori per tutta la durata della diciassettesima legislatura hanno fatto il Diavolo a quattro denunciando come invasati il susseguirsi di governi capitanati da “napoletanellum”, quando “dimaiellum” e “salvinellum” hanno fatto la stessa cosa. Una volta annusata l’aria di palazzo Ghigi, anche loro hanno realizzato che l’Italia è il Paese dei prestanome. Meglio, allora, un altro Conte che ci metta l’anima e il corpo. Del resto, entrambi non avrebbero potuto fare il premier. E meglio quindi un Conte che trovarsi Di Maio o Salvini travestiti da badante, perché nessuno dei due somiglia ad una bionda e prosperosa signora dell’Est! 

E poi, nessuno se ne è accorto, ma raccomandati da “scottarellum” (l’ex DC Vincenzo Scotti che abbiamo riscoperto alla soglia dei cento anni come presidente della Link Campus), i due – Mimì e Cocò – hanno preferito andare a lezione da Cencelli, soprannominato per l’occasione e anche per confondere le cose “cencellum”. Tutto ciò per migliorare il suo famoso “manuale” e perfino diventare, come in effetti sono diventati, più bravi del maestro.