Mi inchino al barbaro e non al “sorcio morto”

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Il titolo provocatorio non fa riferimento al fiato letale di Camilla, la sorella del marchese Del Grillo, che alitava in faccia a Ricciotto perché ne constatasse il suo stato di salute, ma alle fogne abitate metaforicamente dai quei ratti puzzolenti, mezzi uomini e mezze pantegane, che infestano la nostra comunità.

Sono persone che si riuniscono nei luoghi più comuni e con indifferenza scrutano, leggono, giudicano quei politici, imprenditori, professionisti e padri di famiglia che ci mettono la faccia e tutto il loro impegno per partecipare al miglioramento della collettività che abitano. Mentre loro, i sorci, non si espongono mai.

Sono coloro che se passa nella via la moglie dell’invidiato personaggio che ha avuto successo nella vita si guardano di sottecchi e si chiedono a bassa voce se è una donna onesta, la vigliacca risposta è quasi sempre: “..mah…”! La peggiore per infamare qualcuno senza rischiare le parole.

Insomma, cittadini che non si espongono mai direttamente, ma traggono le informazioni più segrete, perché magari esercitano le professioni riservate come, per esempio, quella del medico, avvocato o diacono e le riportano con tutta la riservatezza del caso alla perpetua, alla moglie o segretaria che sia, ma nella massima discrezione, al limite dicono di parlarne solo nelle sacristie delle canoniche perché rimangano segrete.

Curiosi personaggi che deridono il mondo che li circonda pensando di essere immuni da errori, mi riferisco a coloro che leggono un’articolo 100 volte per trovarvi un virgola fuori posto che gli permette, non già di valutarne il contenuto, ma che hai sbagliato e pronti a rimproverare il refuso.

Il punto è che questi curiosi ominidi a quattro zampe stazionano tra gli odori nauseabondi della spazzatura del mondo e del mondo ne condizionano le scelte. Infatti, non “eleggono” mai i più capaci, piuttosto gli sono simpatici gli incapaci perché possano esaltare la loro supposta superiorità: muoia il mondo e tutti i suoi cittadini, tanto per ispirarmi alla nobile citazione “muoia Sansone e tutti i filistei”.

Non è la raffinata cultura a governare il pianeta, ma l’ignoranza, l’invidia e la cattiveria, tanto per elencare qualche aggettivo riprovevole; semmai cultura e bellezza sono spesso state avversate dai cafoni che non ne comprendevano l’importanza nel perpetuare le meraviglie dell’amore, in quanto più avvezzi all’odio e alla distruzione.

Mi inchino al barbaro che della sua crudeltà ne faceva un vanto senza paura, cosciente che avrebbe trovato a sua volta un barbaro più barbaro di lui e perso la testa sotto un colpo d’ascia. Ho ribrezzo per la società dei sorci morti, portatori di sventure e peste sociale che pensano di essere immuni dal contagio.