“Mi dispiace, ma io so’ io e voi non siete un cazzo!”

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Dopo un anno incandescente dove ci siamo azzuffati sull’argomento banche, dimenticandoci ogni altra cosa, ora è arrivato il momento di confrontarci duramente sulla politica; al solito la nostra generosità ci porta a gettare il cuore oltre l’ostacolo e dedicare tutti noi stessi a difesa della squadra di cui facciamo un tifo sfrenato, sperando vinca la gara.
Nel primo caso, riguardo alle banche, nessuno ha sconfitto nessuno, nel senso che dopo estenuanti audizioni e colpi di scena, abbiamo riscontrato che l’unico vero colpo lo hanno ricevuto gli azionisti, i quali sembra siano stati truffati da un anonimo malfattore di cui si è potuto tracciare solo l’identikit. A tutt’oggi, però, c’é da pensare che anche negli anni a venire non sarà preso, né tantomeno punito.
Da questa esperienza tutti i partiti, o quasi, chiedono che il prossimo Governo dovrà necessariamente istituire un’altra Commissione d’Inchiesta sulle banche, ma più coraggiosa della prima. Parole utili per conquistare qualche voto.

Dunque, la politica e le elezioni: eccoci di nuovo al Bar Sport, più agguerriti che mai, ad immaginare l’esito delle prossime elezioni del 4 marzo che, in cuor nostro, si spera scoppi un gran casino, perché altrimenti che gusto c’è ad assistere a una gara se non ci scappa l’incidente?
I campi da gioco sono tre, e ora l’uno, ora l’altro attirano l’attenzione degli osservatori perché si superano a vicenda con strategie che cambiano e modificano dopo ogni curva.
L’unico fatto certo è che quella lotta tra nobili e poveracci che pensavamo archiviata, è tornata prepotente alla ribalta con Berlusconi, il quale con un colpo di scena e inventandosi una democrazia tutta sua, continua a rifiutare un confronto con Di Maio, applicando quella regola ottocentesca espressa in maniera esemplare dal Marchese Onofrio Del Grillo quando affermava con convinzione “Mi dispiace, ma io so’ io e voi non siete un cazzo!”.