• domenica , 19 novembre 2017

L’Ispettore Clouseau di Bankitalia

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La Commissione Parlamentare di Inchiesta sulle Banche, chiude. Mentre gli onorevoli deputati e senatori ancora si accapigliano per partecipare al banchetto (io c’ero), la Commissione si appresta a smobilitare, in quanto i tempi della legislatura volgono al termine e le ipotesi di responsabilità già muoiono nella culla senza aver potuto emettere un solo vagito.

ascolta

 

Escludendo le domande una però la poniamo: perché la Commissione, dopo essere stata insediata in pompa magna, a differenza della riservatezza che usarono Papa Sisto e il Barbarossa quando decisero davvero di dare fuoco ai miscredenti, ha fatto un fracasso della Madonna?

Nella nostra storia, fortunatamente nessuno viene dato alle fiamme, tantomeno il sistema bancario italiano così importante per sedersi al tavolo dei Grandi del pianeta. Lo spettacolo parlamentare composto da numerosi orchestrali con tanto di direttore e vice, era stato studiato nei minimi dettagli, ma dopo un anno di preparativi e a pochi giorni dall’entrata in scena, i registi si sono accorti di non aver convocato i compositori degli spartiti bancari.

I banchieri ispiratori dell’opera “le azioni fantasma” hanno tirato un sospiro di sollievo dalle lontane terre di Etruria e Veneto fino a quelle toscane e la Commissione, non potendo bucare le prime audizioni, ha convocato in fretta e furia il capo della vigilanza di Bankitalia per chiedere conto dei mancati controlli.

I vertici della Banca d’Italia però già scalpitavano da tempo per essere ascoltati, al punto che erano pronti a discolparsi da ogni sospetto di superficialità ispettiva componendo uno spartito difensivo di migliaia di pagine. Dopo tutti questi preparativi però, l’audizione della Commissione d’inchiesta al Capo della vigilanza della Banca d’Italia, è stata a dir poco sorprendente, sia per l’accusa che per la difesa.

Infatti, a dispetto della montagna di carte redatte dagli esperti legali un po’ scienziati che abitano Palazzo Koch, il capo della vigilanza accomodato nella poltroncina riservata agli ospiti di riguardo, ha suonato la sua musica e puntato immediatamente il dito verso le banche, a suo dire responsabili di aver mentito spudoratamente agli ispettori di Bankitalia, che avevano bussato educatamente alla loro porta per chiedere se andava tutto bene!

E pensate un po’, loro (le banche) in maniera menzognera hanno sempre risposto: “va benissimo, noi e i clienti viviamo un momento di grande complicità collaborativa ed estrema correttezza, non potrebbe andare meglio di così!”. Se ci avessero solo avvisato, sembra aver continuato l’ispettore Clouseau, che le cose andavano – così così -, noi ci saremmo insospettiti e avremmo inviato non i controllori di routine, ma bensì la nostra squadra investigativa specializzata in “marachelle”.

Ormai, però, siamo fuori tempo massimo e non è più possibile fare nulla, ma si badi bene, tutto ciò che è accaduto serva di lezione perché la cosa non si abbia a ripetere e come ci racconta la tarantella:
“Chi ha avuto, ha avuto, ha avuto… chi ha dato, ha dato, ha dato… scurdámmoce ‘o ppassato… “.

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