L’inferno è sempre nascosto dietro l’angolo




A parte qualche focolaio di incazzosi, nel mondo pare prevalere il buon senso; sembra che i guerrafondai che negli ultimi anni hanno messo a ferro e fuoco l’Europa, e non solo, abbiano venduto il loro odio verso l’Occidente che qualcuno ha comprato a container di euro sonanti.

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I guerriglieri però, come si sa, non lavorano e passano il loro tempo comperando armi vendute da altri guerrafondai che non sono vestiti da guerrafondai, ma agli stracci in testa preferiscono il doppio petto e alla barba essere rasati e poi massaggiati col panno caldo.

Parliamo di quei signori che hanno spostato l’Inferno da dietro l’angolo per metterlo un po’ più in là, tengono i terroristi a freno lasciandoli pasturare nelle oasi più esclusive, perché temono che in questo delicato momento un’esplosione a piffero di cane alimenterebbe quel populismo scatenatissimo che il prossimo anno tenterà la scalata l’Unione europea. Un po’ come è successo in Italia il 4 marzo.

Il terrorismo è una roba inanimata, una slot machine che si accende scintillante di luci rosse come le fiamme dell’Inferno solo se l’uomo in doppio petto ci mette i soldi per farla funzionare. In fondo il terrorismo è solo una parola inventata dall’Occidente per condannare gli straccioni del mondo che si ribellano alla fame: non è forse per lo stesso motivo che nel 1789 i parigini, “terroristi” per la corte di Luigi XVI, assaltarono la Bastiglia segnando l’inizio di quella Rivoluzione Francese che in dieci anni ghigliottinò decine di migliaia di nobili teste?

Ma il popolo oggi non ha più fame, obiettano i produttori di mangimi che ingrassano l’uomo disoccupato seduto a tavola con ogni ben di Dio, chè siccome non ha da fare un cazzo si lamenta e inneggia alla rivolta perché vuole pure lo champagne, pensando che dietro l’angolo c’è solo il Paradiso.