Le previsioni di Nostradamus tra le notifiche di Facebook

 

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È saltato ogni schema di gioco: tutti vogliono fare tutto. L’ordine che era iniziato con la purificazione della Santa inquisizione bruciando streghe, fattucchiere e rompipalle, fortemente voluta da Sisto e Federico (che poi il primo faceva il papa e il secondo il Barbarossa) hanno creato i presupposti del Rinascimento.

Oggi, un sole di nuovo oscurato sembra spalancare ancora le porte del buio dove, si sa, nessuno vede un piffero; al punto che Nostradamus, interpellato per l’occasione, ha declinato l’incarico di continuare a scrivere i versetti sul futuro. Non già per il timore di essere bruciato con la moderna benzina, ma per l’incapacità di vedere attraverso i vetri oscurati e blindati della postmodernità.

Eppure, la rete è un libro aperto solo sulla prima pagina, tutte le altre sono ancora bianche e pronte a farsi imbrattare dall’inchiostro del sapere. Ogni cosa sembra essere osservata sotto i potenti riflettori dei nuovi padroni del mondo che hanno sostituito i Sisto e i Barbarossa come in una staffetta del potere. Hanno consegnato il testimone ai Google e Facebook, tanto per fare un esempio; i quali, rispetto ai predecessori, preferiscono spiare i pensieri più segreti, piuttosto che farne brace.

Francamente, non sappiamo neanche immaginare come sarà il prossimo Rinascimento. Quello che sappiamo, però, è che oggi non rischiamo di essere dati alle fiamme sulle pire composte di paglia e rami secchi, in quanto i social hanno pensato bene di bruciarci il cervello senza rischiare alcunché.

Vedo molte analogie tra i poveracci dell’anno Mille e gli impoveriti di oggi, anche perché se i nuovi padroni del mondo hanno deciso di non dargli ancora fuoco non è perché sono meno pericolosi dei loro simili del tempo, ma solo più vigliacchi.
Se proprio vogliamo trovare una seppur minima differenza, tra oggi e allora, questa risiede nel fatto che nonostante siamo sempre ignoranti, come lo erano i nostri antenati, del resto, siamo anche molto più arroganti dei nostri avi. Perché, navigando su internet, pensiamo di sapere tutto, quando, invece, rimbambiti più che mai dal bombardamento di informazioni trovate in rete, non conosciamo proprio nulla. Non siamo altro che idioti sapienti, come diceva Umberto Eco.

Ecco perché nessuno azzarda più cosa succederà domani. Oddio, le stesse perplessità le avevano anche Sisto e Federico che, nel dubbio e molto più pragmatici dei loro pari di ultima generazione, hanno pensato bene di bruciare tutti i facinorosi e gli sciamani che non gli stavano simpatici.

Oggi, cosa volete, finisci in galera solo se offendi qualcuno, figuriamoci se gli dai fuoco. Da qui l’escamotage di bruciarci il cervello con le mirabilia della rete e impedirci di osservare le nubi minacciose che incombono sul futuro. Nessuno azzarda previsioni per domani, la confusione è pressoché totale.
Come? Domani è già arrivato? E come mai l’evento non mi compare tra le notifiche di Facebook?