Le pensioni sono come pompe di benzina rottamate

Ascolta con un solo click sull’audio

Dopo tanta attesa, sembra proprio che siano arrivate, stiano arrivando o arriveranno ad ogni italiano adulto le buste arancioni che preavvisano che si andrà in pensione ad una certa data… se saremo ancora in vita (ovviamente facendo i debiti scongiuri).

Ma perché scomodarsi tanto quando ognuno di noi, se interessato, può telefonare all’Inps, una volta certificata anche la voce, dopo la posta, le impronte digitali e la circonferenza del nostro buco del sedere?

Ma non lo so, azzardo… un servizio ai cittadini? un avvertimento? una minaccia? un invito? Sì, ecco, un invito può essere… ma a cosa? La prima che mi viene in mente, dopo aver letto le motivazioni sul sito, è che dietro questa busta dal colore arancione, simbolo di armonia sessuale (e mi fermo qui) ci sia una fregatura; nel senso che magari, visti i tempi che viviamo, dove tutto può cambiare in un attimo, molti di noi possono versare i contributi rimanenti e maturare il diritto di pensionamento qualche tempo prima.

E una volta acchiappati questi ultimi risparmi ai lavoratori gli piazzano l’ennesima fregatura spostando più avanti la data della pensione…con la speranza che qualcuno possa crepare davvero!

Ora le banche non c’entrano nulla con l’Istituto della previdenza sociale, ma non è forse vero che molte di queste sono riuscite a scongiurare per un po’ di tempo il pericolo della vendita di azioni truffaldine, prima che arrivasse mamma Stato a salvarle con un decreto?

Tante domande e nessuna risposta; certo è che con la drastica riduzione del lavoro e quindi la mancanza di contributi versati, l’Inps ha esaurito la benzina e cerca con ogni mezzo legittimo di rimettere in moto le pompe rottamate da una classe dirigente che la pensione la incassa in un colpo solo, quando esaurisce il suo compito intascando liquidazioni milionarie.

Per noi sono solo cactus…mi riferisco, ovviamente, alle spinose piante grasse che crescono nel deserto (che avete capito?).