• mercoledì , 17 gennaio 2018

L’accordo dell’olmo

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Nel nostro articolo “Fantapolitica, ma non troppo” del 27 dicembre, raccontavamo una visione; cioè che “Liberi e Uguali”, il movimento di sinistra guidato da Pietro Grasso sia nato scommettendo di governare col Movimento 5 Stelle.

Ebbene, nella narrazione abbiamo dimenticato che l’alternativa a destra potrebbe essere quella dei pentastellati al Governo del Paese con la “Lega Nord” di Matteo Salvini. Ma, visto che ci siamo, perché non esagerare nella fantasia e ipotizzare un Governo 5 Stelle, Liberi e Uguali e Lega Nord? Certamente, sarebbe una alleanza politica che rappresenterebbe l’intero Paese, oltre ad avere la possibilità di scavalcare le trappole del “rosatellum”, le quali non garantiscono la governabilità a chi prende più voti.

Questa ipotesi, riteniamo possa essere tanto assurda, quanto credibile, almeno si farebbe chiarezza dentro una politica gattopardesca che dall’inizio della legislatura ci racconta di alleanze difficili da far comprendere agli elettori, ma necessarie per governare. Inoltre, tutte le parti in commedia di questa sceneggiata della politica nostrana, hanno sempre giurato che Forza Italia non avrebbe mai governato col Partito Democratico e il Partito Democratico con Forza Italia. Balle spaziali.

Infatti, eccoci qua, il presidente della Repubblica ha sciolto le camere da qualche giorno che già si intravede l’accordo dell’olmo (l’albero che si piega, ma non si spezza), stanno nascendo tanti di quei movimenti, partiti e partitini che non si contano per quanti sono, pronti a portare quegli indispensabili zero virgola perché Forza Italia e il Partito Democratico possano raccogliere la maggioranza parlamentare e insieme, per il bene comune: Governare!

Insomma, una spartizione di sgabelli talmente imponente che preannuncia un centinaio di sottosegretari pronti a governare il “Nulla”, il partito di Gene Gnocchi. Nel nostro “accordo dell’olmo” di oggi almeno le cose sarebbero chiare! Perché l’Italia ha soprattutto bisogno di chiarezza e verità per poter crescere e distribuire quella ricchezza che le sole esportazioni non garantiscono se non riparte la produzione per i consumi interni.

Le storie di Governo di Berlusconi, Renzi e i suoi antenati le conosciamo, siamo sicuri che possano essere ancora loro una garanzia di futuro che impone di turarsi il naso per l’ennesima volta? Mah!

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