La “mossa” dei politicanti per il ruolo di primo attore

La situazione politica a cui assistiamo in questi giorni è paradossalmente identica alla “mossa” nel Palio di Siena, che come tutti sanno è la partenza, il “via”, l’inizio della corsa. Una gara in cui è ammesso tutto, dall’ostacolo al cambio di posto dell’avversario fino alla rinuncia a partire; insomma, viene ammessa ogni forzatura possibile.

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Ora, è vero che ci sono i regolamenti, ma la situazione che si viene a creare dalla non osservanza delle norme non inficia assolutamente il risultato finale della corsa.
La “mossa” è anche il colpo d’anca tipico delle sciantose napoletane, che nel film Ninì Tirabusciò con Monica Vitti trova l’approvazione del grande pubblico.
In un modo o nell’altro, il desiderio di conquistare lo spettatore è così ambito che tutti hanno dimenticato i contenuti del copione. Al Diavolo le promesse di una esibizione programmata: da oggi in poi la strategia si inventa momento per momento!
Il punto è che alla fine il cavallo taglierà il traguardo, con o senza fantino, e il premio sarà tutto suo. Se ciò dovesse succedere sarà un po’ come il cavallo di Caligola nominato senatore. Diverso è per la soubrette che si prende gli applausi e si dimentica di ringraziare quanti le hanno consentito il successo. A quel punto, ovvio che il pubblico incazzato non le permetterebbe più di replicare, costringendola ad uscire di scena per sostituirla con qualcun’altra… a meno che la soubrette non abbia un Caligola tutto suo.
Siamo consapevoli che questa caciara, comunque vada, genererà un gran casino… ma allora dov’è il divertimento? Tutti i gattopardi dell’arco costituzionale presenti in Parlamento sono pronti a massacrare il Movimento 5 Stelle, facendolo dapprima accomodare sullo scranno più alto per poi farlo cadere a colpi di sfiducia, recandogli un danno talmente grosso da non essere sufficienti anni per guarire dalle ferite infertegli.
Per altro verso, ci rendiamo conto che è difficile resistere al canto delle sirene. Quindi, il M5S dovrebbe agire come Ulisse: farsi legare all’albero di maestra obbligando i suoi iscritti a tapparsi le orecchie.
Una cosa è certa: nessun Governo sarebbe possibile senza i pentastellati che, forti di questo, dovrebbero chiedere al Presidente della Repubblica un mandato pieno per un Governo di minoranza, cosa che Sergio Mattarella non consentirà mai.
In questo caso, i pentastellati dovrebbero indire una conferenza stampa per chiedere agli italiani tutti, allo scopo di ammodernare il Paese, il pieno sostegno di una maggioranza assoluta; quella maggiorana tanto agognata da Berlusconi durante il suo lungo regno e mai ottenuta. Vuoi vedere che proprio i 5 Stelle…
Poi, per carità, un Governo potrà anche nascere raschiando il barile, ma con la poderosa opposizione dei 5 Stelle durerebbe poco: senza considerare che i cittadini italici, difronte all’ennesimo inciucio dei gattopardi, potrebbero incazzarsi e di brutto.
Comunque, intanto che i politici fanno la “mossa” prima dell’esibizione, in quelle stanze in cui si parla-menta è tutto un “Batti lei!”, esattamente come diceva il ragionier Fantozzi al ragionier Filini durante una partita a tennis in una giornata di nebbia “pazzesca” in cui non si riusciva a vedere nemmeno l’avversario… figuriamoci la pallina!