ISTAT, 5milioni di poveri…evasori


L’ultima dei radical chic che ostentano idee e giudicano le persone che hanno gusti, opinioni, giudizi opposti alle loro e al loro ceto di appartenenza è quella di definire evasori la gran parte dei poveri “censiti” dall’ISTAT: una considerazione severa, ma in un certo senso che si avvicina alla realtà.

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Innanzitutto, visto che questi cittadini sono solo miserevoli – e fortunatamente non morti – in qualche modo campano; e lo fanno spesso proprio grazie alle mense dei poveri (e quindi evadendo nientepopodimenochè l’IVA). Campano pulendo il bagno del vicino di casa (senza rilasciare fattura, con la specificazione dell grado di sporcizia). Campano sui viali di notte e si fanno pagare in contanti senza ottemperare all’obbligo di possedere una carta di credito; campano prendendo sui banchi del supermercato del cibo “in prestito”, con l’intenzione di non restituire nulla. E ancora: campano con piccoli imbrogli per sopravvivere con la speranza di finire in prigione e finalmente mangiare onestamente. Infine, campano corrompendo i clienti di merci e di servizi con la pretesa di essere pagati per “il solo piacere” di evadere le tasse.

I 5milioni di poveri ISTAT sono solo una visione, un miraggio, un gioco di luci che fa vedere lucciole per lanterne. Come un po’ il gioco delle tre carte.

Le persone godono come pazze a fare i poveri. Si divertono a farsi cacciare da casa e vedere sospese le forniture di gas e acqua perché, essendo in miseria – pensate un po’ che strano! – non pagano. Ma sì, per loro è un piacere vivere al calduccio delle stazioni e mangiare alla Caritas, mentre sono i radical chic ad essere addolarati dalle problematiche connesse alla povertà, soprattutto tra le tante quella dell’evasione fiscale.

Sarà un tema questo che gli snob affronteranno con apprensione durante l’estate sulle spiagge più esclusive; o magari ospiti sullo yacht di qualche riccone che invece le tasse non le evade mica. Nooo! Lui sì che ha a cuore le sorti della finanza pubblica del Paese!
Mica come questi straccioni che quanto a responsabilità e senso civico si fanno battere persino dai rifugiati che una tassa sicuramente la pagano eccome. Quale? Quella che elargiscono alle cooperative che gestiscono la spesa pubblica per il loro sostentamento.

Infatti, per ogni migrante che ospitano nei centri da loro gestiti, prelevano una parte dei 35 euro, lasciando al rifugiato ben due euro… per le pazze spese!