Il virus del paraculismo

Non entriamo nel dettaglio di tutte le promesse elettorali che Luigi Di Maio e Matteo Salvini hanno fatto al popolo italiano, ma prendiamo in considerazione solo una di esse, portata avanti da entrambi e con la stessa determinazione: l’abbattimento della legge Fornero. 

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Ecco, ci aspettiamo che vadano in televisione insieme da qui a qualche giorno per comunicare agli italiani l’avvenuta abolizione di tale legge: unico modo per dimostrare che le cose stanno davvero cambiando. 

La partita della loro credibilità personale e politica si gioca mandando al patibolo una legge che entrambi ritengono profondamente ingiusta. 

Il resto, in considerazione anche di un mondo a sangue freddo che sta cambiando pelle (l’Europa a caccia grossa di ben oltre mille miliardi per il bilancio dei prossimi anni, i banchieri indispensabili per il sistema Paese anche se presi con le mani nella marmellata), può naturalmente essere posticipato e rivisitato. 

A maggior ragione se Mattarella tiene entrambi stretti al guinzaglio, quindi possono abbaiare quanti vogliono ma su Europa, Euro, Nato e banche non devono mordere. Non può farlo Di Maio il quale, ad ogni consultazione col Presidente, aveva l’aspetto dello scolaretto alle prese con l’esame di maturità.

Sai quando all’orale della maturità la Prof.ssa più stronza ti fa la domanda “qual è la differenza tra potere esecutivo e legislativo?” e tu che da febbraio stai già pensando al viaggio estivo e a come far colpo sulla più figa della scuola che non ti si fila neanche per striscio rimani inebetito? 

E allora ti ammutolisci, con quella tipica espressione che faceva Renzi quando gli facevano domande in inglese, e balbetti, qualche cazzata.

Ecco, Di Maio al Quirinale – perennemente a disagio su quelle poltrone come Fantozzi su quella in pelle umana del mega-direttore – aveva esattamente quel sorriso e quella faccia lì! 

E non può mordere neanche Salvini che, al contrario di Di Maio, sulla poltrona di Mattarella vorrebbe sbracarsi, smettere quell’odiosa camicia e cravatta d’ordinanza che gli hanno costretto a vestire per tornare alla felpa col cappuccio con il disegnino della ruspa. 

E magari già che c’è, indossare anche il fez. Per poi sproloquiare sui poteri forti e l’Europa forcaiola e “ladrona” (ma un tempo non era Roma?)

Dunque, adesso devono stare “boni-boni”, ma almeno sulla legge Fornero no, cavolo! Perché la Fornero è il simbolo che ha affamato e mortificato il popolo italiano, contro la quale lo stesso popolo ha eletto come rappresentanti Di Maio e Salvini affinché rappresentassero e difendessero i propri interessi. 

L’ “esecuzione” della Fornero (nel senso di ghigliottinarla in pubblica piazza) è un feticcio da esporre in pubblico a riprova dell’onore di Salvini e Di Maio.

Gli italiani non sono stupidi e capiscono bene le difficoltà di una vita planetaria cambiata radicalmente in poco tempo, ma hanno bisogno di un attestato di serietà da parte di coloro che si propongono di governare il Paese, costi quel che costi. 

Luigi e Matteo non solo dovranno lottare con i gattopardi in un duello all’ultimo sangue, ma dimostrare al popolo di non essere stati contagiati anche loro dal virus del “paraculismo”.

Se usciranno vivi da queste prove titaniche saliranno nell’Olimpo, altrimenti verranno spazzati via in un baleno…e noi con loro!