Il popolo sovrano ha combinato un gran casino

 

Dunque, il 4 marzo abbiamo scelto di non scegliere; così, come era ampiamente previsto l’unica cosa che avremmo potuto fare – non l’abbiamo fatta: una legge elettorale con premio di maggioranza alla coalizione o partito che avesse raggiunto il 30% e non il 40% come è stato deciso. Peraltro con la certezza che sarebbe stato un gran casino – come di fatto, lo è!

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Ma il popolo sovrano è burlone e se non ha certezza assoluta di poter vincere gioca allo sfascio e, infatti, sembra che, quando è stata varata la legge, i parlamentari mentre votavano incrociando le dita, sussurrassero: “e sfascio, sia!”. 

All’epoca del proporzionale di don Camillo e Peppone, il potere era inteso nell’imporre i programmi che si pensavano utili alla crescita del Paese e non alle ambizioni personali che, seppur importanti, venivano accantonate per il “bene comune”: mentre oggi per primo viene il bene mio e forse degli amici, ma i parenti per carità di Dio!

I governi nascevano e cadevano come birilli colpiti dalle mancate promesse; oggi cadono se qualcuno toglie la sedia ai parlamentari, e poi neanche perché si avvinghiano ad essa nella rovinosa caduta e perfino portano la poltrona al pronto soccorso facendosi ingessare con lei! Le promesse poi sono un optional, perchè vengono sparate delle cazzate tanto grandi, quanto enorme è la nostra imbecillitá nell’ascoltarle, prima ancora di crederci. 

E con questa premessa, partiam! Ma per andare dove, quando non siamo capaci neanche di gestire le cose che per noi dovrebbero essere elementari come il turismo? Ci riferiamo alla presenza degli stranieri che vengono in Italia per spendere e tornare: invece vanno altrove. Nel 2017 hanno speso oltre 80 miliardi di € in Spagna e solo poco piu di 50 miliardi di € nel Bel Paese. Ma di cosa parliamo, se noi popolo sovrano non facciamo altro che combinare del gran casino!