Il patto del cesso



Berlusconi dà lo strappo finale e accelera l’accordo di governo tra Salvini e Di Maio, ma è tutto finto in quanto ogni sua mimica e parola sono state concordate in gran segreto tra Forza Italia, Lega e 5 Stelle durante un incontro strettamente riservato: il patto del CESSO.

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Infatti, Silvio, come fosse impazzito ha disfatto la tela che faticosamente Salvini stava tessendo per dare vita ad una famiglia allargata col Movimento che fa capo a Di Maio – senza escludere il cavaliere.
Tutto si è consumato quasi d’improvviso, proprio come fosse, e forse lo è davvero, un piano preordinato: ma proviamo a fantasticare!

Il vecchio leone di Arcore, prima di morire politicamente, vuole essere lui stesso a distribuire i territori della foresta parlamentare, ma senza intaccare il tesoretto messo da parte con gran fatica; per tesoretto intendiamo le amministrazioni dei comuni e delle regioni che da anni governa con la Lega, oltre alle le sue aziende che gli permettono di essere uno degli uomini più ricchi del mondo.

E, dunque? Calma, ecco il segreto: Silvio, in perfetta armonia con Matteo e Luigi, concorda la parola segreta: CESSO! Un termine espresso in pubblico da Berlusconi che, come convenuto, irrita Di Maio e indigna Salvini il quale, sempre per finta, corre in ginocchio da Gigino per rendere pubblica una passione contenuta a fatica da prima del 4 marzo!

L’unica perplessità del patto del CESSO è che in Senato i numeri non lasciano tranquilli: cosa fare, allora? Beh, clonare lo schema di gioco di cui Lo zio Silvio è maestro; non è un caso che sia stato il presidente del Milan più blasonato!

Ma di cosa si tratta? Ecco, si tratta di un drappello di senatori forzisti, allenati da Verdini e coordinati da Toti, Governatore della Liguria, costantemente pronti a sostenere un prossimo governo Di Maio-Salvini in caso di bisogno: al fine di garantire loro sonni tranquilli.

Solitamente la vita è sempre più semplice di quello che sembra, siamo solo noi uomini comuni che, non potendo partecipare alla festa, ci facciamo troppe seghe mentali. Pecunia non olet, nemmeno al CESSO!