Il passo felpato del gattopardo



Silenzioso nel buio delle tenebre e con passo felpato, Il gattopardo avanza verso le sue vittime festaiole per sferrare la zampata ferale.

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Forti e baldanzosi dei voti del popolo sovrano, i politici premiati per la chiarezza delle loro promesse preoccupano i felini che vedono saltare il banco se tali promesse dovessero essere mantenute; ma i politici spendaccioni per mantenerle devono anche arrivare a governare, ecco perché i gattopardi per evitare che svuotino le casse del Paese ed essere costretti a rivolgersi a Totò per vendere il Colosseo, con passo felpato seguono scrupolosamente il protocollo.

Prima richiamano alle rispettive responsabilità i due schieramenti che hanno ben figurato il 4 marzo, ma con la certezza che ognuno di loro vorrà papparsi il filetto lasciando l’osso all’altro: e nella baruffa finisce che il prelibato boccone non lo mangi nessuno dei due.

Poi, tenteranno di far mettere d’accordo il partito arrivato primo con quello giunto secondo al traguardo, consapevoli però che i numeri sono ballerini e quindi molto meglio rinunciare; ed infine faranno di tutto per far dialogare i due perdenti che, negli ultimi anni hanno avuto una esperienza di Governo insieme.
Una missione pericolosa e difficilmente digeribile dalla piazza inferocita a causa della mancanza di lavoro e dalla crisi.

E se perfino questa ipotesi dovesse fallire e si badi bene, solo all’ora, si chiederà al Parlamento di dare fiducia ai fiduciari del re, perché incassino le gabelle e facciano una nuova e inutile legge elettorale che, come da copione, sarà approvata fra quattro anni, dieci mesi, e un giorno.

Tranquilli, che nessuno provi sensi di colpa, perché nemmeno con i più sofisticati apparecchi di Amplifon è possibile sentire i passi felpati del gattopardo.

immagine: alganews.it