Il Paese de “La Cage aux folles”

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Scrivevo, proprio l’altro giorno, un articolo dal titolo “L’Italia s’è rotta”, un pezzo più rassegnato che incavolato, ma dopo aver ascoltato alcune inquietanti notizie delle ultime ore è aumentata la preoccupazione per lo stato di salute del Paese. Un Paese, il nostro, in cui non è più sufficiente un calmante; piuttosto dovremo ricorrere ad una dose massiccia di bromuro per rimanere tranquilli ed evitare quella scintilla latente che potrebbe far deflagrare un’Italia dove le persone si rimpallano le responsabilità senza mai assumersele.

Ci riferiamo all’incidente nella metro di Roma, per esempio, dove abbiamo assistito in diretta ad una improvvisa accelerazione di una delle scale mobili e questo proprio a piazza della Repubblica (a due passi dalla Stazione Termini). In quel contesto, e come spiegazione demenziale all’incidente, la responsabilità è stata tempestivamente attribuita ad alcuni tifosi russi che hanno avuto, secondo i dementi, la colpa di aver cantato e ballato durante la discesa ai binari; forse che è stata contagiata la scala mobile a tal punto che essa stessa si è messa a ballare?

Questo senza tirare in ballo i 58 Autobus di ATAC che hanno preso fuoco durante il  servizio, per la maggior parte con i passeggerei a bordo, nonché l’allarme dell’Architetto Massimiliano Fuksas che, dalla Gruber, esprimeva la sua preoccupazione per i migliaia di ponti italiani in serio pericolo di collasso.

Le ragioni e le responsabilità del progressivo deterioramento del Paese risalgono ai governi che si sono succeduti dagli anni ottanta ai giorni nostri, politici che hanno accresciuto il debito pubblico, una corruzione lunare e privatizzato le banche cui sono stati lasciati i privilegi come fossero ancora sotto il controllo del ministero del Tesoro, oltre ad una classe dirigente saccente e arrogante che ci ha portato allo sbaraglio come i concorrenti della trasmissione “La corrida” del compianto Corrado.

Evitiamo di parlare delle scuole, metà delle quali hanno ancora i tetti di amianto e se “oggi” venisse chiesta l’agibilità ai responsabili degli uffici tecnici di province e comuni nessuno di loro si prenderebbe la responsabilità di firmare alcunché. E pensare che si dice che il grado di civiltà di un Paese parta proprio dalla scuola!

Mi chiedo cosa c’entrano i gialloverdi con tutto questo?! non l’hanno mica venduta loro l’Italia e le aziende dell’IRI. Il colpo di accelerazione all’impoverimento degli italiani passa anche attraverso le truffe perpetrate da alcune banche ai risparmiatori già provati dalla crisi.
Tentare di attribuire le responsabilità della debacle italiana a Di Maio e Salvini è irritante. E questo lo pensano anche gli elettori italiani che nei sondaggi continuano a premiarli, perché sperano nel cambiamento. Credo che la classe dirigente che ha governato l’Italia dagli anni Ottanta dovrebbe sfilare in parlamento e consegnare i loro privilegi…altro che fare gli inquisitori nelle trasmissioni televisive!

Certo, anche l’attuale governo sembra scimmiottare i comportamenti di un recente passato, imitandone gli stessi vizi come, per esempio, quello di aver infilato a sorpresa (la famosa “manina” tutt’altro che “morta”) il condono edilizio di Ischia insieme ad Decreto di Genova dove hanno perso la vita 43 persone. Del resto, è vero che noi italiani abbiamo la memoria corta: così corta da dimenticare che la Lega, benché abbia fatto un restyling (a cominciare dal nome, togliendo il “Nord”) fu al governo con Berlusconi per quasi un ventennio, seppure non consecutivamente.

L’aumento dei carburanti e sigarette, poi, è come fosse stato consigliato da un redivivo della Democrazia Cristiana. Sarà bene che il governo corregga immediatamente il rinascere del “Il vizietto”, e non mi riferisco a “La Cage aux folles” di Ugo Tognazzi.  

Intanto, drammaticamente, in alcune regioni italiane non va a scuola un bambino su tre, senza nessun controllo degli assistenti sociali, e bande infami di uomini dalla pelle bianca, nera e gialla insozzano, spacciano e uccidono nelle nostre città fino a spingere qualcuno a desiderare di affidarsi al sempreverde uomo forte al comando che possa avere l’autorità per riordinare un sistema che fa acqua da tutte le parti. Dimenticando, però, che la storia ci insegna che spesso quell’uomo forte che arriva è solo l’altra faccia della medaglia dello stesso sistema che si vuole demolire.