Il Belpaese sotto scacco del “puparo digitale”

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Gli impoveriti, pilotati al voto dal “puparo digitale”, ci credevano. Non proprio un cambiamento rivoluzionario, ma che avrebbero ottenuto almeno qualche beneficio attraverso provvedimenti semplici e senza costi importanti. Ad esempio, un parziale ed immediato snellimento burocratico che avrebbe semplificato vita dei cittadini, senza distinzione tra aziende e lavoratori.

Oppure ancora un rimborso per decreto legge di tutti gli azionisti delle banche truffaldine che avrebbe fatto esattamente il paio coi Decreti Salva Banche dei precedenti governi. La motivazione sarebbe potuta essere tranquillamente la stessa (salvare i risparmi degli italiani), ma il metodo sarebbe stato decisamente diverso (riempire le tasche degli italiani, anzichè i cavou delle banche).

Ho citato due provvedimenti esemplari che avrebbero potuto facilmente conquistare il cuore degli impoveriti. Invece, hanno preferito giocare con i galloni ricevuti al Palazzo del Quirinale per governare il Paese. In breve tempo, sono diventati come il protagonista del film “Il vigile”, quando Alberto Sordi, indossata l’autorevole divisa, cambia radicalmente atteggiamento nei confronti dei suoi ex compagni d’osteria e finisce persino col fare la multa al cognato che quando era disoccupato lo aveva ospitato in casa.

Ci siamo fatti prendere in giro perché il “puparo digitale” che ne tira le fila aveva previsto ogni cosa: soprattutto una nuova classe politica da muovere col joy-stick e un’altrettanto nuova classe di imprenditori dotati di un’editoria di ultima generazione. Francamente, devo dire che la mossa è riuscita alla perfezione perché questo governo durerà 5 anni, saldamente unito da un ferreo patto di potere.
Poi in 5 anni succedono tante cose, si stringono alleanze di interessi tali che alla fine risulteranno più solide di quelle di sangue e nel frattempo i soldatini di piombo imparano anche qualcosa.

Ora, a gabbare gli elettori usciti con le ossa rotte dalla crisi e dai precedenti governi da Mario Monti in poi, non ci voleva molto: comprare il voto dei disperati e degli arrabbiati in cambio di una promessa di cambiamento non costa poi molto. Di promesse, in effetti, ne sono state fatte; peraltro, mai così tante e sfrontate al punto da sembrare davvero rivoluzionarie. Ma che i politici navigati e avvezzi alle trame della precedente generazione si siano fatti menare per il naso da quattro ragazzi è grave.

Mi chiedo, ma chi ci ha governato in tutti questi anni? Forse oggi possiamo capire tante cose, a partire dalla svendita del Paese costruito dai nostri padri e nonni con tanti sacrifici.
La preoccupazione è che ora arriveranno ad intaccare le conquiste sociali, perché le spese ospedaliere, per esempio, sono già agli sgoccioli e le infrastrutture di provincia come Ferrovie, strade, ponti e scuole sarebbero tutte da rifare. Ci manca solo, insomma, che si ritorni al baratto e all’aratro medioevale. Ah, no… c’è anche quello in programma, con la brillante idea degli appezzamenti di terra destinati ai nuovi “proletari” (che avrà una prole superiore ai due figli).

E a propoisito di figli, occorrerebbe ricordare che un bambino su tre, in parecchie Regioni, non va a scuola e la classe media, sempre più impoverita, avendo dimezzato le sue entrate, non può permettersi le spese scolastiche un tempo spettanti allo stato.
Ma che importanza ha governare e fare l’interesse generale di un popolo, quando oggi con un Twitter da 140 caratteri, un selfie e un filmato da pubblicare velocemente su Facebook mentre sei in bagno, puoi tenere sotto scacco una Potenza mondiale come l’Italia e godi di un consenso plebiscitario?!

Di questo passo si realizzeranno le previsioni di quei film di fantascienza dove si raccontava di una sola entità al comando di ogni cosa che appare in rete come un ectoplasma. Ma sì, un “puparo digitale”!
Ma chi è sto “puparo digitale”? Ce l’ha un nome? Ho già parlato troppo e spesso a vanvera; anzi, mi rimangio ogni parola.
Vigliacco? No, semmai ho paura de “Il vigile”, vuoi vedere che dietro la prossima curva incontro Alberto Sordi e Silvia Koscina?!