Hanno perso quelli con la “puzza” sotto il naso

In Italia, elettoralmente divisa in due, si è scatenata una guerra di parole dentro una società che sta offrendo i peggiori sentimenti delle donne e degli uomini del Bel Paese; per seguire la metafora della secessione, i nordisti non vogliono sentire ragioni sul fatto che i sudisti abbiano votato il Movimento 5 Stelle, secondo loro al solo fine di ottenere il famigerato reddito di cittadinanza che gli consentirà di non fare nulla.

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Addirittura, i radical chic nordisti sono arrivati a pensare che anche i pochi sudisti che hanno già un lavoro si licenzieranno per precipitarsi all’INPS, chiedere il reddito di cittadinanza e realizzare il grande sogno di vivere sull’uscio di casa, seduti su una sedia a dondolo, con un sombrero in testa e non fare un cazzo da mattina a sera.

Per questo volano parole grosse nei circoli più raffinati, fino ad arrivare ad auspicare una divisione del Paese addirittura col filo spinato: almeno questo è ciò che desiderano “quelli con la puzza sotto il naso!”.
Dunque, quelli con la “puzza” sotto il naso; tutti coloro che, meritatamente o meno, hanno un futuro di certezze, vuoi perché sono dipendenti pubblici o pensionati (non ci riferiamo a chi prende la minima), oppure alle truppe scelte dei professionisti e degli imprenditori che guardano all’Europa come l’universo dei Bengodi: tanto, vivono bene comunque!

Qualche anno addietro, prima della crisi, erano un po’ tutti così: o almeno pensavano di esserlo con la “puzza” sotto il naso.
Insomma, dallo scontato idraulico al ferramenta si investiva qualche risparmio in borsa e la mattina ci si incontrava al Bar con una certa apprensione per parlare dell’apertura dei mercati asiatici, ma poi è arrivata la crisi: e gli asiatici e pure gli africani sono arrivati davvero per togliere il lavoro agli italiani.

La politica, che si ritrovava in vacanza a Capalbio, pensava che la maggioranza del Paese si era salvata e invece, quando hanno aperto le urne elettorali si sono accorti che la maggior parte degli aventi diritto al voto – erano incazzati neri.

Dunque, cosa fare per difendere le posizioni consolidate e non essere trascinati dai nuovi poveracci sul fondo? Beh, la prima cosa che hanno fatto quelli con la “puzza” sotto il naso è stata di accusare il popolo del Sud, e con una violenza verbale inaudita lo hanno appellato “zavorra del Paese”, e gridato a gran voce di voler dividere l’Italia in due per competere alla prossima edizione internazionale di “quelli con la puzza sotto il naso!”.

A proposito, che non c’entra nulla con quanto scritto finora, avete saputo che Paolo Gentiloni e Bruno Tabacci, sono arrivati largamente primi nei rispettivi collegi di Roma 1 e Milano 1 dove vota quasi esclusivamente l’élite del Paese? Ma si, quella gran parte di cittadini italici un po’ radical chic, certamente ricchi, europeisti e tanto per stare sul ritornello: con la “puzza” sotto il naso?!