Gli invidiati



I rapporti italici con la Francia sono sempre stati di odio e amore. Alleanze e conflitti ci vedono ora complici, ora nemici con i cugini transalpini, dai tempi dell’antica Roma, quando i Galli di allora cercavano di arginare l’Impero che a tutti i costi voleva varcare la manica per conquistare la nuova amante che ancora non si chiamava Inghilterra.

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Oggi, però, tutto lascia ben sperare se è vero che ci sono uomini con grande ascendente su altri uomini: simpatie, antipatie e soprattutto affinità elettive sono state protagoniste nelle intese tra persone e addirittura intere Nazioni.

L’intesa tra uomo e uomo è epidermica, fatta di odori e perfino sapori appena tra un bacetto e l’altro ci si assaggia a vicenda, un po’ quello che fanno i cani quando si annusano prima di giocare insieme, correndo sulla sabbia per prendere per primo il bastone lanciato sapientemente dall’anziana amorevole, un po’ mamma, un po’ nonna e allo stesso tempo un po’ mignotta nei suoi risolini accondiscendenti.

Se il nostro Presidente del Consiglio Conte ha parlato ripetutamente con Macron, nonostante Matteo Salvini, questo lo si deve all’intesa atavica che i Casalino hanno con gli Emmanuel sin dai tempi antichi. E poi non sarà mica un caso che il Presidente di Francia si chiami come la sua omonima protagonista del più noto film del 1973, tratto dall’ancor più noto romanzo di Emmanuelle Arsan!

Quella nobile casta di uomini che appartiene ad un’altro mondo si capisce e si aiuta in ogni avversità della vita. Da  sempre e per sempre tengono e terranno ben salde nelle loro mani le redini del nostro Pianeta. Ecco perché ogni tanto qualcuno invidioso del potere si incazza e va giù di testa.