Giusto il tempo di fare il culo al popolo

Prove generali di una nuova democrazia che pare trovare ispirazione in quella di Vladimir Putin; infatti, sembra aver riportato il calendario a quell’infausto novembre 2011 quando, quasi allegramente, abbiamo permesso all’europa di decidere dei fatti di casa nostra: incaricando re Giorgio di dimissionare Silvio Berlusconi per concedere fiducia al neo nominato senatore Mario Monti, e dare così iniziò ad una dinastia di governi orditi nelle segrete stanze. 

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Quelle giornate seguivano gli scellerati avvenimenti di una Guerra libica che spalancò le porte al mercato degli schiavi; anche in quel caso ci fù imposto di partecipare per le pressioni della Francia di Nicolas Sarkozy, poi accusato di aver chiesto a gran voce quel conflitto ad uso personale. È sospettato infatti di aver preso in prestito 50milioni di euro da Muhammad Gheddafi, occorsi per finanziare la sua campagna elettorale e avere la meglio su Ségolène Royal. 

Dimenticare questi fatti salienti, concomitanti con la deflagrazione della crisi economica europea, che vedeva soccombere sotto le cannonate della speculazione finanziaria il ceto medio, sarebbe una imperdonabile leggerezza, oltre che sottovalutare l’intelligenza delle persone. 

Ora, ci risiamo, dopo le prove generali che hanno visto il Movimento 5 Stelle aprire e chiudere l’uscio di casa come fosse la porta girevole di un grande Albergo, nella hall si è creata quella giusta confusione dove non si capisce più un cazzo: situazione ideale per i gattopardi che nel caos trovano il terreno ideale per uccidere la preda. 

In maniera stomachevole si sta ripetendo il rito del 2013, quando si era pensato ad un esecutivo giusto il tempo per una ennesima legge elettorale, poi approvata cinque anni dopo! 

Adesso, dopo esserci accorti che il “rosatellum” è peggio del “porcellum” che sostituiva il “mattarellum “, probabilmente proseguiremo per tutta la diciottesima legislatura allo studio e successivamente, molto successivamente, all’approvazione della legge regina del nostro Paese. 

Intanto, chiediamo scusa per il disagio, e dal palazzo ci apprestiamo a nominare un governo provvisorio: giusto il tempo di fare il culo al popolo e vanificare ogni promessa elettorale!