Fuggire dalla ricchezza per diventare poveri

 

Il problema di diventare povero per chi è stato sempre ricco non sussiste. Nel senso che per lui è una avventura tutta nuova che, per assurdo, potrebbe anche gradire.

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Lo stato di povertà di per sé non è una iattura; potrebbe anche essere l’inizio di quella felicità che l’uomo cerca da quando è nato: due cuori e una capanna, i figli che ti adorano, nel quartiere tutti ti rispettano, mentre tua moglie ti tradisce con discrezione.
Non ci sono solo svantaggi nell’essere povero e questo il ricco lo sa. Ecco perché la letteratura ne è ricca di esempi.

La metafora del marchese del Grillo, che per un paio di giorni diventa Gasperino er carbonaro e viceversa, è significativa in tal senso. Qualcuno dirà che Onofrio si divertiva perché non ne poteva più di quella nobiltà sifilitica e noiosa…Altro che le sue avventure con la giovane popolana! Accidenti, quello sì che era una distrazione dalla noia.

Dunque, ci siamo rovinati dopo che per millenni abbiamo defecato nel ruscello sotto casa. Forse non siamo mai stati così igienicamente lustri e il sistema “bio” non ha più funzionato con tanto equilibrio.
I guai sono cominciati quando sono nati gli architetti che hanno iniziato a suggerire che fosse meglio fare la cacca nel water, piuttosto che alle intemperie del tempo. Per questo hanno inventato prima il bugliolo e poi il cesso.

Il design del tempo aveva colto la palla al balzo, subito dopo la notizia che qualcuno era stato spazzato via dalla corrente vorticosa del fiume mentre si faceva il bidet.
Il genio però non aveva preso in considerazione che la merda del castello inondava in quantità industriali i campi e le capanne sottostanti, dove abitavano i poveri costretti a fare la danza della stitichezza per arginare le montagne di cacca puzzolente che scendevano a valle. Siamo ancora nell’epoca dove le fogne erano a cielo aperto; oddio, non è che ora non ve ne siano più!

Il fatto è che in quel momento le parole ricco e povero iniziarono ad avere il loro significato. Ma ciò nonostante, forse per merito di quegli odori che attizzano l’uomo, il ricco sempre più spesso vuole diventare povero, defecare sul greto del ruscello, fare l’amore sull’erba e sbafarsi la lepre arrostita sul fuoco.
Beninteso, però, questo fuggire dalla ricchezza vale solo in estate, perché d’inverno non se ne parla neanche di diventare povero e fare i bisogni all’aria aperta … con tutto il freddo che fa!