Fuggire da una società impazzita

Il mondo è diventato un crocevia affollato di parole inutili dove tutti gridano sempre di più. Fin qui va tutto bene, perché basta indossare delle cuffie, ascoltare della buona musica o le ultime performance di Maurizio Crozza e il ronzio delle chiacchiere di goldoniana memoria lo attutisci; ma il dramma è che non c’è pace perché, in un modo o nell’altro, trovi chi ti solleva la cuffia per chiedere se hai capito! 

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Allora decidi per una passeggiata al centro commerciale ed ecco che ogni due passi trovi un clochard che vuole i due euro del carrello e non intende ragioni, nonostante gli fai notare che anche tu sei preso da mille problemi e la spesa l’hai fatta ieri.

Se poi decidi di andare al parco non parliamo dei cani liberati del guinzaglio che corrono gioiosi e ti saltano addosso con le zampe sporche di fango, quando ti va bene e non ti prendono per un palo, facendoti pipì sulle scarpe di camoscio appena comprate. 

E allora anche ti allontani a passo veloce per salire in macchina capendo che, come si suol dire, “non e giornata”, ma una volta uscito dal parcheggio ti fermano i vigili per l’alcol test, chiedendoti anche se usi sostanze stupefacenti. Arrivi a casa con l’umore sotto i piedi e trovi la moglie pronta a consegnarti la lista della spesa, sollecitandoti a tornare nuovamente al supermercato. 

Ed è lì che parte il colpo di genio! Carichi in macchina il clochard e lo porti con te a fare la spesa, facendoti aiutare e consegnandogli il carrello, quando hai terminato, così da togliertelo dalle scatole il giorno dopo. 

Ma tutto questo è solo la punta dell’iceberg di una continua rottura di scatole che impedisce perfino quei magici momenti di concentrazione che una volta trovavi nell’intimità del bagno. Oggi neanche quelli, perché appena ti siedi sulla tazza arriva la suocera che, spalancata la porta, ti allunga il telefono e stizzita esordisce: “è per te, una donna che dalla voce mi pare una poco di buono!”. 

No, non voglio più prendere lo xanax per illudermi che va tutto bene; neanche voglio più andare a lavorare. E nemmeno a cena con gli amici! Perché tutto questo non rappresenta altro che lo stereotipo di una società impazzita dalla quale ho deciso di eremitare. Ed ogni giorno trovo un motivo in più per farlo.