Formaggio e polli avranno la meglio sui titoli di credito

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Mi fanno pena i lavoratori del mondo che si spaccano la schiena lavorando alla terra, in fabbrica o in miniera, o inchiodati ad una scrivania otto ore al giorno, dietro un call center oppure davanti ad un computer da mattina a sera.
Poi ci sono i liberi professionisti, i medici, gli imprenditori che rischiano di perdere tutto ogni mattina se il direttore di banca che si è alzato con l’alito pesante per aver bevuto troppo la sera prima, gli chiude il fido.

E questo sciamare di uomini si muove sulla Terra rispettando l’ambiente, crescendo i figli insegnando loro l’educazione e l’onesta. Ma cos’è l’onesta? Non rubare? Nell’immaginario collettivo rubare è mettere le mani in tasca a qualcun altro… ma in che modo? Ecco, ce n’è uno classico punito dalla legge: quello di sfilare il portafoglio sulla metro affollata con destrezza; un altro, invece, più evoluto, è parlare senza rischiare alcunché, però svuota lo stesso le tasche ai cittadini portandogli via i risparmi, facendoli indebitare.

Sono quei ladri che non fregano la combinazioni per aprire la cassaforte, ma parlano e neanche spesso; anzi, lo fanno ogni tanto e pochissimo, talmente poco da non rischiare di compromettere le corde vocali. Mi riferisco a quegli uomini cui prestiamo ascolto come fossero oracoli, bevendoci d’un fiato ogni parola esca dalla loro bocca cui pendiamo.

Se un politico, un governante, un amministratore di condominio, un banchiere e perfino il droghiere vicino di casa che è diventato consigliere del piccolo istituto di credito del paese affermano “domani i titoli azionari dell’Uganda crollano” c’è da star sicuri che i titolo ugandani crolleranno. Ma non perché sia stata corretta la loro previsione, bensì perché i risparmiatori allarmati avranno sottratto ogni soldo dai depositi bancari e i mercati tuoneranno contemporaneamente sfiducia, facendo crollare il prezzo dei titoli.
Ecco immediatamente il panico tra la gente che va subito a vendere o comperare altri titoli di altri Stati in altre piazze, lasciando sul campo la devastazione finanziaria di giornata, generata dalla speculazione prodotta a partire dalle demenziali parole pronunciate ad arte dai ladri di corte.

Ma perché lavorare se qualcuno compra per te i titoli azionari che tu stesso fai muovere come marionette, decidendo persino quanto guadagnare di ora in ora?
Ebbene, più o meno, è così che si sono costruite le ricchezze del mondo, senza un colpo di vanga, ma solo influenzando i mercati, vagheggiando di morie di vacche, notizia questa tratta dal film “Totò, Peppino e la malafemmina”. Ed ecco che, scatenata la fobia della penuria di vacche, tutti corrono a comperare la carne pagandola molto di più di quanto l’avrebbero pagata il giorno prima… ma questo ed altro per non rimanerne senza! Poi la buttano perché marcita e, smentita la notizia della pandemia perché le vacche stanno benissimo, la ricomprano a metà prezzo il giorno dopo.
I pupari dei soldi si divertono così, giocano scimmiottammo i protagonisti del film di Monicelli “Amici miei”.

Ma che caspita lavoriamo a fare, facciamo tutti i politici e i banchieri, che poi dopo diventiamo finanzieri?…et voilà siamo già ricchi.
In Italia, per esempio, l’ultimo dei sottosegretari dell’ultimo ministero nell’ultima fila del corridoio se ne esce con il fatto che il PIL aumenterà, riferendosi ai baffi della moglie…e subito l’equivoco scatena la bagarre a Piazza Affari dove si perdono o vincono decine di miliardi come nulla fosse.

Poi, al limite se si vogliono risparmiare qualche euro, si tagliano le spese alla scuola e alla sanità…tanto loro, i politici e i banchieri, in attesa di passare l’esame per essere promossi finanzieri, hanno seguito alla lettera i suggerimenti dell’ex senatore Antonio Razzi e si sono fatti una scuola e un ospedale tutto loro.
Sì, nella prossima vita ho deciso anche io di fare il politico o il banchiere!

E forse, a furia di giocare con la finanza e col denaro come si fa con le fiches al poker, il bifolco potrà finalmente ritrovare la sua centralità, vendendo formaggio e polli a peso d’oro (purché precedentemente munitosi del certificato Bio della Cee). Nel frattempo i soldi non varranno più nulla perché tutti si saranno messi a vendere certificati di credito (cioè cambiali) a babbo morto e quindi nessuno li prenderà più. Al limite si baratteranno i polli coi gioielli, una roba già vista nel dopoguerra…che poi, a ben vedere, è una versione rivisitata della borsa nera di ultima generazione.