Esaltati allo sbaraglio

Il titolo è una rivisitazione della vecchia “Corrida”, quel divertente spettacolo televisivo condotto – anni or sono – dall’impareggiabile Corrado Mantoni, il quale faceva esibire davanti a un microfono cittadini comuni che volevano divertirsi e divertire il pubblico. L’abile presentatore aveva pensato di appellarli “dilettanti allo sbaraglio”. 

Poi succede che nella vita si crede davvero di essere impareggiabili artisti.

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Ed ecco che, di esibizione in esibizione, l’autostima cresce a tal punto che l’esibizionismo si cala nella società reale fino al punto che magari il calzolaio si crede medico e dispensa consigli a tutti i conoscenti, e perfino dice la sua sui vaccini e le profilassi, si fa la diagnosi grazie a Wikipedia e pure la cura fai-da-te.

In un momento di esaltazione, che i social sollecitano, arriva addirittura a sentirsi statista: ed ecco sproloquiare di politica economica, rapporti geopolitici, ecc. Ma in alcuni casi, questi vaneggiamenti diventano realtà. Certo, il calzolaio non potrà mai diventare medico, a meno che non voglia seguire l’iter formativo previsto. Però, potrebbe essere eletto, diventare parlamentare e poi magari ministro o sottosegretario.

È un po’ quello che succede oggi con la nuova classe dirigente, la quale con l’abilita di Houdini, passa da apprendista stregone a esperto culturale e economico fino ai massimi livelli di potere, realizzando così il sogno della brava protagonista del film Pretty Woman, interpretato dall’affascinante Julia Roberts.

Tutto bene finché il calzolaio, bardato da medico, non scende in sala operatoria e col il coltellaccio con cui rifila le tomaie non ti apre la pancia o, peggio ancora, passa dal reparto di rianimazione dell’ospedale a rianimare l’economia di un Paese e fino a partecipare agli incontri internazionali dove si decidono le sorti del mondo.
Capite bene che in quei contesti è come vivere in un’altra dimensione e ti può scappare la frizione con il risultato che, in un nano secondo, spingi per sbaglio l’acceleratore della tua esaltazione: il rischio di scatenare un conflitto – del terzo tipo – può diventare realtà. L’ossessione dei migranti, per esempio.

Ora, è vero che la democrazia del pubblico che plaude e consacra i vincitori dello spettacolo non può essere messa in discussione. Al conduttore spetta semplicemente attendere l’esito delle votazioni e premiare i vincitori. Ma a tutto c’è un limite! Sarebbe più prudente se i registi delle trasmissioni televisive ne vietassero la messa in onda, mettendo un freno all’esibizionismo di quella brava gente che, in fondo, vuole solo esibirsi a prescindere.

Per questo però, non ci pare il caso che lo facciano sui palcoscenici del pianeta dove i cittadini possono emulare questi artisti della domenica. Una volta, con gli strumenti della comunicazione novecentesca, certe velleità si potevano indirizzare nei cabaret di periferia, ma oggi tutto è diventato complicato in quanto la rete non si piega al buon senso. Anzi, permette ai dilettanti allo sbaraglio di trasformarsi, dall’oggi al domani, in esaltati allo sbaraglio, in grado di appropriarsi di tutto il teatro, compresi i ruoli amministrativi e di regia.