Due so’ li mejo bocconi: Salvini e Di Maio

La filastrocca dice che sono sette “li mejo bocconi”, ma per ragioni di spettacolo facciamo finta che siano due. Appunto: Salvini e Di Maio

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Di Maio sta al Movimento 5 Stelle come Salvini alla Lega, tutti e due populisti doc che rappresentano la maggioranza degli italiani e, dopo le elezioni del 4 marzo, del Parlamento.

Musica per le orecchie di Madame Europa, la quale ascolta religiosamente i sondaggisti che danno in crescita vertiginosa la Lega fino a diventare, assieme a M5S “li mejo bocconi” e raggiungere nell’eventualità di nuove elezioni addirittura i due terzi delle Camere.

A quel punto, li mejo bocconi potrebbero fare ogni cosa e perfino rimettere sul trono il Re che, in ordine dinastico, toccherebbe a Vittorio Emanuele, quello che uccise con un colpo di fucile il povero Hamer nella sparatoria dell’isola di Cavallo! Oppure, diciamolo senza ipocrisie: riabilitare Mussolini e il Re, quel Vittorio Emanuele III che controfirmò le leggi razziali.

Il Presidente Mattarella sente su di sé questa immane responsabilità ma, piuttosto che correre in suo aiuto, il pavido Parlamento europeo ha deliberato solo un mega acquisto di Xanax. Invece, il Partito Democratico e la gramigna che gli gira intorno continuano a parlare delle meraviglie che hanno fatto durante i tre governi precedenti, i famosi “non eletti”, come si dice volgarmente, mentre Berlusconi è rimasto a Pratica di mare.

Noi italiani, invece, sembriamo tutti eccitati come stessimo vedendo una partita in mezzo agli Ultrà. Lasciando il Presidente in tribuna a godersi i due mejo bocconi: Salvini e Di Maio…perché da buon democristiano sa guardare al futuro!