Di Maio e la fissa della parola “storia”


Ormai, come una litania, Luigi infila un po’ dappertutto la parola “storia”. Come avesse la sindrome di Achille. Eppure la mamma aveva avvisato il Prode che sarebbe caduto a Troia in punta di tacco! Ma Achille smaniava di passare alla “storia” e non ha esitato a partire per massacrare il povero Ettore che era un guerriero tranquillo, tutto spada, scudo e famiglia.

 

Certo, la sfida di Luigi Di Maio è ben più importante perché ha deciso di espugnare tutte le “Troie” d’Europa: vuole redimerle ad una nuova visione di sviluppo continentale che possa davvero farci vivere tutti e 500milioni felici e contenti.

Ora, non ci è dato sapere se il suo coraggio derivi dalla personalissima guardia del corpo che lo scorta a bordo della sua ruspa e con la voce tonante fa bau bau agli immigrati e agli zingari, a suo dire responsabili del blocco della crescita del Paese, oppure dalla Casaleggio associati che tiene in pugno tutto il M5S e, con esso, il consenso politico di un italiano su tre e che è il vero “cavallo di Troia” del sistema politico italiano e forse dell’Europa dei mercati. Fatto sta che Giggino, ogni volta che agguanta un microfono inizia dicendo: “oggi si fa la storia”.

Ma la storia de che? Da sempre ci sono le competizioni elettorali e da sempre ci sono perdenti e vincenti. Anzi, a dire il vero, a ogni tornata elettorale vincono sempre tutti…ma proprio tutti (ricordate la boria di Renzi all’indomani dal Referendum che si vantava del fatto che il 40 percento degli italiani che avevano votato “sì” avessero espresso il loro sostegno a lui e al PD in quanto forza maggioritaria del Paese?).

Fosse altro per questo che dovremmo riconoscere l’onesta intellettuale di chi non dice di aver stracciato gli avversari, ma solo che ha vinto a metà, costretto quindi a trovare in Parlamento un socio per stipulare un contratto di Governo. Ebbene, l’ha trovato, portandolo addirittura via alla promessa sposa del Centro Destra, un affronto tanto grave come se avesse indossato i panni di Paride e ingroppato Elena la ruspista, portandola via nientemeno che al quel tombeur de femmes di Silvio Berlusconi. Eccola all’orizzonte la nuova Guerra di Troia che vede schierati tutti i Paesi d’Europa contro il Priamo della Terza Repubblica che si sacrifica per il godimento di poter scrivere – finalmente! – una nuova Odissea a 5 Stelle e passare così, come piacerebbe a lui, alla “Storia”. O, come i tanti che credevano di farla (e in un certo senso l’hanno fatta), sarà la Storia a travolgerlo…magari con una ruspa!