Conte: “dolcetto o scherzetto?”

 

Uno psicologo diagnosticherebbe “ansia da prestazione” la situazione per cui al forte desiderio di un uomo non corrisponda un’adeguata erezione.

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Ebbene, che tutti ambiscano al potere è cosa evidente che solo gli ipocriti contestano. Tuttavia, ciascuno di noi manifesta o cela questa aspirazione a modo suo. 

Nel caso dell’onorevole Di Maio e company la cosa fa tenerezza perché finalmente fanno un giro sulla “giostra del potere”. Una giostra che solo fino a ieri somigliava al gioco dell’oca: mentre sei in vantaggio rispetto a tutti gli altri finisci nella casella sbagliata e torni al via.

Per tornare alla metafora dello psicologo, è un po’ come se la squadra di governo pentastellata avesse visto chiudersi le porte di un lunghissimo corridoio man mano che avanzava sempre più velocemente, con un’ansia da prestazione governativa crescente. Crescente, al punto da fare ogni smorfia possibile per convincere mamma e papà a dargli un ministero pieno di dolcetti.

Per come sono andate le cose, però, questa telenovela che va in onda dal 4 marzo è sembrata più la festa di Halloween, quella in cui ogni bimbo domanda all’adulto: “dolcetto o scherzetto?”. Le istituzioni, nel frattempo, sono diventate protagoniste della stucchevole carnevalata che ha frenato a stento le risate di Bruxelles. 

Ed è solo per la gran considerazione che hanno del nostro Paese e del prestigio di gloriosi fasti passati che l’Europa illuminata ci riserva una costante e continua profusione di suggerimenti, per il bene degli italiani che “non sanno quello che fanno”, ma sopratutto che non sono capaci di votare bene, per cui dovrebbero prendere lezione “dai mercati finanziari”.

Eppure, noi poveri elettori ingenui abbiamo pensato davvero che le cose potessero cambiare. E invece, eccoci ancora alle prese con l’ennesima classe dirigente fresca di nomina che si comporta come la precedente, addirittura con un manuale Cencelli ancora più puntiglioso, con l’aggravante che questa volta, mai come prima, era riuscita a creare così tanta aspettativa!

Invece, l’unica cosa prodotta è stata quella di far conoscere ai neo eletti parlamentari le ansie dei ministri, finalmente appena occupati… poverini! Ansie che si provano quando si desidera spasmodicamente un incarico e non si riesce ad ottenerlo, dopo aver inutilmente recitato tutte le parti della commedia…ma siamo sicuri che le abbiano recitare proprio tutte?!