INTERVISTA a Costantino

costantino

Il nostro Ermete prima di intervistare Flavio Valerio Costantino sulle prossime elezioni romane (dove domenica gli sfidanti si confronteranno nel ballottaggio finale) rinfresca la memoria su Wikipedia: “Costantino il Grande è una delle figure più importanti dell’Impero romano che riformò largamente e nel quale favorì la diffusione del cristianesimo. Tra i suoi interventi più significativi, la riorganizzazione dell’amministrazione e dell’esercito, la creazione di una nuova capitale a oriente (Costantinopoli) e la promulgazione dell’Editto di Milano sulla libertà religiosa”.

Ermete – Imperatore, entro subito con i piedi nel piatto e le chiedo: quanto si è pentito di aver favorito il cristianesimo durante il suo regno?

Flavio Valerio Costantino – lei, giovanotto, inizia con la domanda sbagliata, la pone in modo scorretto e, oltretutto, non conosce i particolari della mia decisione. Comunque, dopo questa tirata di orecchie le rispondo: non mi è stato possibile fare diversamente perché ormai il cristianesimo era così diffuso che, per ragion di Stato, sarebbe stato impossibile agire diversamente…ma se tornassi indietro qualcosa la cambierei.

Ermete – per esempio?

Flavio Valerio Costantino – beh, non gli darei più il dito perché quelli si prendono subito il braccio. Guardi adesso…Roma non è più dei romani ma solo del Vaticano!

Ermete – Costantino, Roma si porta dietro duemila anni di storia ininterrotta come poche altre città al mondo, cosa potrà fare il prossimo sindaco per dare una nuova prospettiva di vita ai suoi cittadini?

Flavio Valerio Costantino – nulla, perché Roma e i romani non saranno mai una città museo, loro vogliono essere liberi e senza vincoli, insomma, vivono in un mondo dove è successo tutto, e niente li spaventa! Pensi solo che Roma ha un turismo pari a quattro volte meno di Dubai…secondo lei, se i romani fossero dei soldatini di piombo gallici, quanto potrebbero fare di più?! Ma ripeto, per loro la libertà di azione non ha prezzo. Quindi è vero che si lamentano, ma in fondo gli va bene così.

Ermete – Imperatore, almeno parli lei…durante questa campagna elettorale nessuno dei candidati ha fatto cenno a “mafia capitale”, “Casamonica”, “Buzzi e Carminati”, “il Comune di Ostia sciolto per mafia”…come mai hanno parlato solo di buche?

Flavio Valerio Costantino – mi scusi Ermete, ma lei sembra un po’ scemo: come farebbero a prendere i voti se parlassero…di “mafia capitale”?!

Ermete – Siamo ormai alla fine dell’intervista Costantino, mi risponda con franchezza: Roma riuscirà ad essere governata dal sindaco indicato dalle urne?

Flavio Valerio Costantino – mi lasci dire…non ci sono riuscito io che ero Imperatore?!

Ermete – un’ultima domanda Imperatore, mi parli dei gatti.

Flavio Valerio Costantino – perché mi chiede dei gatti? Cosa piffero c’entra questa domanda con le elezioni comunali di Roma? Comunque rispondo volentieri perché mi fa ricordare Largo Argentina, dove c’è la tradizione di portare da mangiare proprio ai gatti, peraltro molto utili per dare la caccia ai topi che da sempre sono portatori di epidemie come la peste. Per questo i romani sono affezionati a questi felini…loro davvero fanno parte della storia di Roma.

Ermete – caro Costantino, i gatti cacciano sempre i topi…dal Campidoglio – senza nulla togliere a Marco Aurelio.

@Ermete

Image: Mosaico bizantino raffigurante l’imperatore romano Costantino I, particolare, Basilica di Santa Sofia (Instanbul, Turchia)