INTERVISTA a Abramo Lincoln

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Negli Stati Uniti esplode l’ennesima strage provocata da un folle che entra in un locale di Orlando, in Florida, e sparando all’impazzata uccide senza senso cinquanta ragazzi che erano ad una festa. Come? Ecco, questa è la cosa che forse sconcerta più di ogni altra! Da solo, con un fucile mitragliatore e una pistola acquistate nella “drogheria” sotto casa, entra in questo luogo affollato di ragazzi gay e, con tutta la calma del mondo, inizia a sparare su di loro fino ad ucciderne un numero spaventoso: quarantanove (mentre scrivo). A questo punto, Ermete vuole capire meglio l’accaduto, e parlare con qualcuno che di discriminazioni razziali e pazzi attentatori se ne intende: Abramo Lincoln.

Ermete – Presidente, è una questione di armi facili, di odio verso i gay o solo un momento di follia ciò che è successo a Orlando?

Abramo Lincoln – direi tutte e tre le cose insieme, non si possono commettere stragi così efferate se non convergono più fattori contemporaneamente. Le armi, qui in America, fanno parte della nostra cultura, tenga presente che la conquista del West è ancora dietro l’angolo. Mi creda, non sarà facile convincere i cittadini americani che non si possono più acquistare armi. L’odio verso il “diverso” attanaglia le viscere del mondo da quando esso è nato, e ogni tanto esplode in tutta la sua virulenza, come è successo in questo caso! La follia è evidente, il problema sta proprio in questo, cioè, come individuare queste bombe ad orologeria che si innescano in una zona buia del cervello: anche se nei tribunali di tutto il mondo qualcuno dice sempre: “guardando con attenzione, i sintomi c’erano tutti”.

Ermete – lei, Presidente, sta attribuendo alla follia ciò che è successo a Orlando?

Abramo Lincoln – e come potrebbe essere diversamente. Noi cerchiamo sempre di rendere complicato ciò che, invece, non lo è. Le sembra un atto di guerra entrare in un locale e fare fuoco – a freddo – su un gruppo di persone? E’ follia, solo pura follia! Con il senno di poi i ragionamenti ci sviano dall’evidenza dei fatti.

Ermete – c’è una rivendicazione dell’Isis, oltre alla telefonata fatta dal giovane afgano. A me sembra, invece, che sia il caso di farlo un ragionamento, non crede?

Abramo Lincoln – il mondo si è ammalato di un virus che si chiama “mitomania”, la passione di ostentare parole senza senso ormai è moda…però accendere i riflettori sull’accaduto e trovare immediatamente le cause dell’ “esplosione” mette in pace le coscienze di chi ha sbagliato…

Ermete – allora ci sono degli errori Presidente? E poi, mi scusi se oso, questo Isis che sta mettendo alla frusta l’occidente non mi sembra una roba pretestuosa…o da mitomani?!

Abramo Lincoln – come le dicevo prima il “mondo” ha bisogno di un nemico al punto che non esisterebbe senza di esso. Ma lei li ha visti questi pericolosi individui che tagliano le teste come samurai? Non pensa che con la tecnologia di cui disponiamo oggi, se volessimo, potremmo distruggerli con una scampagnata dei nostri Marines?

Ermete – ora lei Presidente mi manda in crisi…l’Isis è una invenzione a tavolino?

Abramo Lincoln – perché mai è venuto da me se aveva delle certezze sulla tragedia che si è consumata a Orlando distruggendo – quasi – una intera comunità gay? Torni a casa giovanotto, e guardi meno la televisione.

@Ermete